Nella giornata di sabato 9 maggio il duo KaMag, formato dall’artista cubana María Magdalena Campos Pons e il musicista Kamaal Malak, ha presentato la performance Whispering in III movements al teatro Tese dei Soppalchi, in Arsenale.

In uno spazio intimo, si espande nell’aria un profumo dolciastro di erbe da campo, davanti agli spettatori c’è un palco decorato con fiori, vasi e tessuti leggeri. All’inizio compare solo Malak, in una veste che emana bagliori nell’oscurità, dà il benvenuto al pubblico e dedica la performance all’amica Koyo Kouoh, gesto che è stato ripetuto da tanti artisti incontrati in questi giorni, in particolare nel Poetry Caravan con cui la stessa Campos-Pons ha ricordato il viaggio intrapreso dalla curatrice da Dakar a Timbuctu nel 1999, animando i Giardini della Biennale nella giornata di giovedì 7 maggio.  A Venezia l’artista è accompagnata dal suono profondo del basso, Malak suona una melodia ripetitiva che prepara l’ingresso di María Magdalena Campos Pons, mentre nell’aria intona le parole “In Minor Keys”.

María Magdalena Campos-Pons & Kamaal Malak, Detail of “Anatomy of the Magnolia Tree for Koyo Kouoh and Toni Morrison”, 2026. Opera esposta al Padiglione Centrale ai Giardini.

Nella penombra lei, presenza incredibile, avanza verso il centro del palco dondolando lentamente in sintonia con la musica, indossa un ampio abito bianco da Santeras, con un copricapo ancora più largo a coprirle il volto. Cammina piano, sotto il peso del costume, ma pesando ogni movimento e ad ogni passo percepiamo un suono collettivo, un tintinnio di decine di fiale di vetro che decorano l’abito in cerchi concentrici. Un carico che fa parte di quest’opera, suddivisa in tre atti, che riflette su spiritualità, perdita, rinascita e l’idea di comunità. Nella prima parte l’artista delimita lo spazio su cui andrà ad operare il rituale, crea cerchi concentrici con polvere bianca – il sale degli antichi riti o forse lo zucchero in ricordo del lavoro nelle piantagioni – in una danza ipnotica carica di aspettative.

Successivamente nel cerchio viene collocato un foglio con su scritti dei nomi. La seconda volta Campos-Pons entra in scena agitando nell’aria due lunghi bastoni con un prolungamento di fronde di foglie e fiori secchi, strumento già utilizzato nella Procession of Angels a New York nel 2024. Qui alla Tese l’artista si avvicina al pubblico con solennità, con voce profonda inizia una lettura in memoria di tutte le persone scomparse, in memoria di tutte le ingiustizie perché nessuno sia dimenticato, perché non vi sia indifferenza sull’argomento. L’aria si fa greve, la voce diventa un lamento e il peso che prima avvertivamo attraverso l’incatenamento del vestito, ricade ora sul cuore di tutti. “Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa nel mondo” sembra voler comunicare in ogni gesto e respiro. Si volta verso il cerchio, tocca i nomi con i bastoni, che utilizza come pennelli, quasi a voler rianimare il ricordo in un pathos crescente.

María Magdalena Campos-Pons & Kamaal Malak, Detail of “Anatomy of the Magnolia Tree for Koyo Kouoh and Toni Morrison”, 2026. Opera esposta al Padiglione Centrale ai Giardini.

L’atmosfera muta nuovamente, mentre vengono proiettati sullo sfondo gli acquerelli colorati dell’artista e Malak continua a suonare, Campos-Pons cammina verso il pubblico trasformata in un fiore; indossa un vestito fatto di piccoli petali rosati, incorniciato da verdi fili d’erba, tra le mani un profumo con cui va a benedire l’audience. Amore Radicale – Radical Love, che l’artista esprime in tutta la sua figura: tramite l’espressione, i movimenti, lo sguardo per condivide il messaggio con la comunità presente.

In soli 30 minuti di performance ritroviamo alcune caratteristiche principali della poetica di María Magdalena Campos-Pons: il retaggio della cultura Yoruba, i riferimenti alla Santeria cubana, a cui è legata dal suo vissuto familiare, la denuncia della violenza nel mondo e la necessità di restare uniti, creare una comunità e amarsi in modo incondizionato… tematiche trasmesse utilizzando erbe e fiori, corde in tessuto, acquerelli e luci colorate, costumi, suoni e profumi. KaMag ha immerso il pubblico in un’opera d’arte totale e multisensoriale per chiedere una presa di posizione a favore di un amore radicale.