Urla e suoni di lotta, una voce giovane che grida disperata il nome di Jacques, il volto spaventato di una donnina di età indefinita.
Inizia così L’Amore Secondo Dalva, un film angosciante, che lascia senza parole.
La scena si sposta poi in una casa di accoglienza per minori.
I dettagli vengono svelati durante l’intero arco narrativo, quando a poco a poco si conosce il passato di Dalva, una donnina con i capelli sempre raccolti in una morbida crocchia, la frangia spessa e seria, le perle, le sottovesti di raso e pizzo, il trucco impeccabile.

Dalva ha 12 anni, è stata rapita dal padre quando era piccola; si sono spostati molto passando inosservati, fino ad ora: quando i vicini hanno sporto denuncia perché c’era qualcosa di preoccupante in quella coppia. Dalva non comprende perché l’abbiano portata in una casa famiglia; non capisce perché Jacques (suo padre, ma lo chiamerà sempre per nome) sia in galera; non ha la percezione delle violenze subite.
Il plagio da parte di un genitore, che dovrebbe solo proteggere il proprio bambino, e invece è un pedofilo predatore, ha prodotto devastanti e traumatiche conseguenze.
“Scopriamo infatti che non è mai andata a scuola – racconta la regista-sceneggiatrice- che è cresciuta senza la presenza della madre e senza riferimenti con il mondo esterno. Per far fronte a questa situazione Dalva si è rifugiata in una negazione estremamente potente, raccontando a se stessa che lei e suo padre vivono una storia d’amore che nessuno può capire. Dalva ha interiorizzato l’idea che è in quel luogo e con quell’aspetto, vestendosi e truccandosi come la donna da cui il padre è stato abbandonato, che può ottenere l’amore di quest’ultimo. Per mantenere questo amore, di cui ha un vitale bisogno – dal momento che non riceve amore da nessun altro – non ha mai messo in discussione questa situazione”.
La regista Emmanuelle Nicot, al suo esordio cinematografico, ha scelto di guardare dal punto di vista di Dalva, svolgendo un delicato e attento lavoro di ricerca che le ha permesso di raccontare senza troppi giri di parole (il film dura poco più di un’ora e mezza) la fatica di un sopravvissuto a prendere coscienza di ciò che ha subito.
Il rapporto tra Dalva e gli altri componenti della casa famiglia, gli assistenti sociali, le insegnanti fanno emergere i traumi della ragazzina.
La Nicot non mostra né racconta quanto subito da Dalva, è il suo atteggiamento, le sue frasi, i suoi gesti nei confronti degli altri a mostrare gli inquietanti segni del suo (mal)essere. Nel momento in cui Dalva inizia vedersi con gli occhi della sua cara amica e compagna di stanza, degli altri bambini e ragazzi, degli assistenti sociali, della madre cui era stata sottratta, comprende il dolore degli altri nei suoi confronti, comprende la sua infanzia tradita per sempre (e si taglierà furiosa i capelli).

A dare forma alla sceneggiatura della Nicot c’è il talento di Zelda Samson, dalla bravura quasi sfacciata, che dà a Dalva un volto enigmatico, un gergo di matura crudeltà, crudeltà che avverte anche lo spettatore, incapace di proteggerla.
Presentato alla 61esima Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2022, ha vinto il premio per la Migliore interpretazione assegnato alla giovane protagonista Zelda Samson e il premio FIPRESCI.
- Data di uscita: 11 maggio 2023.
- Titolo originale: Dalva
- Genere: Drammatico.
- Anno: 2022.
- Regia: Emmanuelle Nicot.
- Attori: Zelda Samson, Alexis Manenti, Fanta Guirassi, Marie Denarnaud, Jean-Louis Coulloc’h, Maia Sandoz, Sandrine Blancke, Charlie Drach, Roman Coustère Hachez.
- Paese: Francia, Belgio.
- Durata: 83 min.
- Distribuzione: Teodora Film.






