Arriva in sala Il teatro vive solo se brucia,Italia (2022, 60’) prodotto da Ginko Film per la regia di Marco Zuin: i martedì 9 maggio il documentario viene proposto al Cinema Italia Eden di Montebelluna (TV), mercoledì 10 al Cinema Esperia di Padova, giovedì 11 al Cinema Edera di Treviso. Il documentario riscopre l’epopea dei teatri viaggianti in Italia dal primo dopoguerra fino all’avvento della televisione, con una incursione nel presente, attraverso le vicende di una delle ultime famiglie d’arte, da più di 10 generazioni: i Carrara. In un viaggio picaresco dal sud al nord, partendo dalla Sicilia e arrivando in Veneto, nell’ultimo secolo i Carrara hanno attraversato lo stivale portando il teatro laddove il teatro mai sarebbe stato. Con la voce narrante di Andrea Pennacchi, attraverso i ricordi dei fratelli Titino, Annalisa, Armando Carrara e della madre 93enne Argia Laurini, il film vuole ricostruire non solo l’ultima stagione di un teatro popolare che non c’è più, ma anche usi e costumi dell’Italia contadina che il boom economico degli anni ‘50 del ‘900 dissolve nel giro di qualche decennio. «Attraverso una materia cinematografica viva e inedita abbiamo indagato come eravamo, una memoria del passato per trovare una base essenziale per capire il presente – spiega il regista Marco Zuin – un confronto, mai nostalgico, tra un tempo trascorso e il contemporaneo. I Carrara sono figli del mondo e cambiano con lui». Il titolo del film trae spunto da quanto accaduto quando negli anni Sessanta del secolo scorso la compagnia decise di smettere di circuitare i propri spettacoli nel teatro da 500 posti fatto di assi di legno che veniva montato in ogni nuova piazza per stabilirsi in maniera continuativa nel Vicentino. «Il teatro non si vende – disse il capocomico Masi Carrara – non si lascia marcire in un magazzino. Non possiamo buttarlo via, questo mai. Meglio farlo a pezzi e bruciarlo».
Le riprese hanno coinvolto anche il Museo internazionale della maschera Amleto e Donato Sartori di Abano Terme (Padova), dove sono state realizzate le più importanti maschere per Strehler, De Bosio, Dario Fo, Ferruccio Soleri e anche per il “nostro” Titino, e la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza dove è conservato l’archivio della compagnia dal 1975, anno in cui è stata fondata con il nome di La Piccionaia. Le proiezioni sono organizzate con la collaborazione del Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale e di Arteven Circuito multidisciplinare Regionale, nell’ambito del progetto Teatro Viaggiante. 











