Affettuoso e ironico, tagliente e romantico, realistico e commovente, imparziale e irriducibilmente di parte: di certo questi aggettivi non bastano a definire il film, che è una ricostruzione perfetta della normalità di vita in un matrimonio, con i suoi alti e bassi, con il suo vissuto individuale e di coppia.
Nella Bruxelles di oggi, interazionale, aperta e cosmopolita, vive una coppia sposata da trent’anni, agiata e agée: Tom, inglese con un passato da drag queen; e Henri, ex commissario di polizia belga, al primo giorno di pensione.
È proprio il passaggio, da un giorno all’altro, dalla vita lavorativa alla pensione che mette in crisi Henri e anche la sua vita con Tom.
E allora arriva la noia della quotidianità domestica, della la salute che va così così, e la ricerca di qualche novità, come l’iscrizione a una chat di incontri, che porta sospetti e gelosia. Persino le due pacifiche tartarughine (che danno il nome al film) che convivono da sempre nell’acquario, divengono parte della disputa tra i loro due rispettivi proprietari.
Tanti i momenti esilaranti, come l’espediente per far credere a un tradimento, o come – in procinto di divorziare – la domanda della giudice, sorpresa e stupita: “Ma come, non siete una coppia aperta?!”.
Tanti anche i momenti di malinconici, come la struggente esibizione di Tom, per un’ultima volta in abbigliamento drag.
Il regista belga David Lambert è al suo 4 lungometraggio, che ha affidato a due protagonisti straordinari: il belga Olivier Gourmet (Henri), attore prediletto dai fratelli Dardenne e protagonista di capolavori (solo per citarne tre: Il giovane Marx , Raoul Peck 2017; Un’ intima convinzione, Antoine Raimbault 2019; L’ufficiale e la spia, Roman Polański 2019 ) e Dave Johns (Tom), indimenticabile protagonista di Io, Daniel Blake, di Ken Loach, 2016.
A questo film, in concorso nel 2024 per il 39° Lovers Film Festival di Torino, la giuria presieduta da Roberta Torre ha assegnato la ben meritata vittoria, con la seguente motivazione: “Sorretto da una scrittura serrata e da un ritmo incalzante, un film che ci conduce all’interno di una relazione e dei suoi struggenti addii. Un film che da voce a una generazione difficilmente rappresentata nell’immaginario cinematografico e che ancora oggi conserva la preziosa memoria della storia LGBTQI+, ma al contempo allarga la visuale a un sentimento d’amore universale: il matrimonio e il divorzio come diritti che appartengono a tutte e a tutti.
Il racconto della sessualità e i mutamenti del corpo con l’avanzare degli anni ci conducono alla scoperta di nuove dimensioni della vita.”











