Si è appena concluso il 62. Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia finalizzato all’estensione del campo di indagine e valorizzazione ai più diversi stili della musica contemporanea.

La tematica proposta quest’anno riguardava la musica e i musicisti delle Americhe e del Vecchio Continente in riferimento sia alle specificità di genere sia alle reciproche influenze e contaminazioni.

Ha primeggiato lo statunitense Keith Jarrett premiato del Leone d’Oro alla carriera quale stella mondiale della musica d’improvvisazione.

Fra i protagonisti di questa selezionatissima manifestazione sono stati i musicisti dell’orchestra Haydn di Bolzano e Trento che hanno eseguito le opere della statunitense Augusta Read Thomas e dell’australiano Brett Dean.

I componenti dell’orchestra: Francesco Abbrescia per l’elettronica, Francesco D’Orazio, violinista, Roberto Miele al corno, il soprano Giulia Bolcato per il canto. Direttore dell’orchestra Tito Ceccherini.

Gli applausi prolungati ricevuti al termine dell’esibizione al Teatro veneziano “Alle Tese” premiano i nostri orchestrali per l’esibizione duttile e brillante di una musica non facile nella sua esecuzione. Difatti l’autrice Augusta Read Thomas,vera maga del virtuosismo, conduce una musica dalla passione sfrenata impreziosita da una coinvolgente ma feroce poesia. Le sue note esplodono in modo frenetico con audacia di parole e musica non sempre facile da seguire se non con somma attenzione e professionalità.

Così si dica delle performance musicali di Brett Dean con i suoi “Eletric Preludes“ condotti da violino elettrico ed elettronica: un’esplosione di percorsi dinamici e ritmi complessi, ricchi di improvvisazioni e tecniche di giochi. A suo merito si aggiunge che le sue composizioni musicali sono frutto di stimoli letterari-politici e visivi che Dean trasporta con grande passione in linguaggi musicali personalissimi.

Il merito della Orchestra Haydn di Trento e Bolzano è stato quello di penetrare con ispirata professionalità in un mondo di Paesi in cui i loro grandi musicisti cercano l’ispirazione da una atmosfera febbricitante per continue evoluzioni nella tecnica e nel sociale.

Un altro valorizzatore della contiguità arte e politica è il giovane compositore franco argentino Sebastian Rivas che con il suo “Aliados” illuminato da un’orchestra rinforzata da computer music design e colmata da drammatico pathos nell’incontro tra Margaret Tatcher e Augusto Pinochet

avvenuto i 26 marzo 1999 a Londra, crea un’aura surreale e avvincente avvolgendo il colloquio dei due statisti di ironia e tragiche rievocazioni. Lionel Peintre che impersona il General Pinochet crea rabbrividenti reazioni negli spettatori per la sua alta maestria recitativa che adombra delitti e soprusi in gestualità e sguardi dall’impronta crudele e persa nel buio sanguigno delle sue vittime.

Nora Petrocenko impersona Lady Margaret Thatcher, incarnata nel suo fisico più di massaia opulenta che di statuaria statista, sovrasta in ironia e blandizie lesive l’esausto alleato-rivale gettandogli addosso l’accusa definitiva con la sottile e nociva sferzata inglese :”Noi combattiamo uniti contro tutte le dittature”. La musica di Rivas sottolinea ripetutamente la forza irresistibile della Thatcher con l’irruenza di suoni che sembrano grida di naufraghi che affogano, mentre il viso di Pinochet, immerso nei suoi fantasmi, si illumina nella sua incoscienza di crudele innocenza.

Musica e scene e canti si fondono in abbandoni e svincolamenti drammatici creando un’ attenzione di bruciante coinvolgimento. Più che meritato quindi il Leone d’argento a Sebastian Rivas.