venerdì, Giugno 12, 2026
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Riccardo III chiude la stagione di prosa al Donizetti di Bergamo

Riccardo_III_locandina
Riccardo_III_locandina

Lo spettacolo, in replica da ieri 9 maggio fino al 17 maggio al teatro bergamasco, vanta la regia di Andrea Chiodi, un cast di tutto rispetto, capitanato da Maria Paiato, e la responsabilità non da poco di chiudere la stagione di prosa ‘25-‘26 di Fondazione Teatro Donizetti.

La perfidia nei drammi shakesperiani abbonda, il Bardo sapeva tratteggiare le anime immonde come nessuno, ma secondo l’interprete di questa nuova trasposizione – insolitamente una donna, Maria Paiato – lo spregevole duca di Gloucester è di gran lunga il meglio riuscito.

«Credo fosse così anche nelle intenzioni di Shakespeare, che conferisce al personaggio una inedita cifra ironica», conferma l’attrice che ne veste i panni cercando una resa quanto più fedele all’originale.

Per Paiato non è il primo ruolo in panni maschili (l’abbiamo vista nell’ibseniano Un nemico del popolo di Massimo Popolizio), ma ha inseguito questo villain per moltissimo tempo, tanto che dopo parecchi no aveva accantonato l’idea. Poi, grazie all’intesa con Chiodi, anche il momento per questo ruolo tanto atteso è arrivato.

«La mia femminilità conferisce un grado di ambiguità, in aggiunta a tutto ciò che il personaggio di Riccardo III già si porta appresso. Il pubblico è curioso di vedere come se la cava un’attrice, nei panni di un maschio. Sul palco io divento quel “deforme rospo” descritto da Shakespeare, un uomo perfido. Esattamente come lo volevo».

Riccardo III, il manipolatore, rancoroso, detestabile, e privo di scrupoli duca di Gloucester, vuole la corona a tutti i costi. È l’archetipo del politico avido, per cui più nulla è sacro se non l’oggetto della sua ossessione.

Promesse mai mantenute e tradimenti a iosa. Omicidi e manipolazioni distribuiti a dovere.

Gloucester è peggio di una belva, la sua ferocia non è istinto di sopravvivenza ma è mossa da corde più intime: egli definisce sé stesso un “uomo innocuo e sincero”, ma vive e pensa per perseguire il Male, per plasmare il destino piegandolo in suo favore. 

Il desiderio del potente è di camminare fiero sui cadaveri dei suoi nemici, dice Canetti, e proprio questo fa Riccardo III. Tuttavia, quando deve combattere, come tutti i mortali scopre che più d’ogni altra cosa vorrebbe vivere, che tutto darebbe per poter fuggire (“Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!”), persino la corona tanto desiderata.

Una rappresentazione, quella di ieri sera e accolta da un teatro sold out, che fa ripensare alle dinamiche del potere e a quanto esse si ripetano identiche a loro stesse nei secoli.

«Certi politici sono giusto un tantino meno brillanti in intelligenza – suggerisce Paiato, sorridendo ironica. – Oggigiorno, leggere le notizie è come ritrovarsi davanti a una serie tv orrendamente comica. C’è un colpo di scena via l’altro. Quando in futuro recupereremo la serietà, mi domando, riusciremo davvero ad apprezzare questa ritrovata capacità?»

La messinscena è ricca e complessa. La scenografia minimale di Guidi Buganza (un tavolo enorme, tante sedie quanti i personaggi, e una bara sospesa che incarna differenti aspetti del dramma, incluso il senso della locandina) aiuta lo spettatore a concentrarsi sui dialoghi e sui personaggi. Lo stesso vale per i costumi raffinatissimi nella loro essenzialità e caratterizzati dalla pregevole scelta della tinta unita (viola! e bordeaux) scelti da Ilaria Ariemme, che non distraggono dalla complessità degli stati d’animo portati in scena.

Per approfondire, giovedì 14 maggio 2026 alle 18.00, presso la Sala Musica del Teatro Donizetti, è previsto un incontro gratuito con Maria Paiato e la compagnia.A coordinare ci sarà Maria Grazia Panigada, Direttrice artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi.