È stato il direttore della fotografia George Chiper-Lillemark a raccontare al regista e sceneggiatore rumeno, Mihai Mincan (classe 1980) questa storia, da cui il film è tratto, ascoltata in un programma radiofonico.

Ispirato a eventi reali del marzo 1996, avvenuti in pieno Oceano Atlantico, questo film è un western moderno dalle tinte thriller che si pone la domanda se ciò che è buono sia anche giusto.

In una nave cargo diretta in Canada, Joel, un marinaio filippino molto religioso, scova Dumitru, un clandestino rumeno nascosto tra i container, diretto in America dove spera di fare fortuna.

Se lo scoprissero gli ufficiali taiwanesi al comando della nave, Dumitru rischierebbe di essere gettato in mare, come già successo. Joel mosso da ciò che è giusto, dalla Bibbia che legge sempre, e decide di coprirlo, di non rivelare a nessuno che è a bordo. Ma i segreti su una nave viaggiano, e i due ufficiali taiwanesi sono senza scrupoli riguardo i clandestini.

Due fazioni: il potere da una parte, la fede, il coraggio e la paura dall’altra. La nave in mezzo all’Oceano si fa allegoria della società. Mincan è abile nel condurre il suo discorso, nel trovare una chiave di lettura interessante e originale per raccontare uno dei tanti episodi di cronaca.