Un secolo intero di pittura, dagli albori della nuova tecnica impressionistica fino al suo superamento, rivive a Treviso al Museo di Santa Caterina (dal 29 ottobre 2016 al 17 aprile 2017).

Sono 140 le opere selezionate per l’esposizione al fine di seguire lo sviluppo artistico dell’impressionismo. Musei e collezioni di tutto il mondo sono stati generosi nel concedere le  loro opere consentendo la realizzazione di una mostra  scientificamente valida e artisticamente affascinante.

Le 14 xilografie di Hiroshige apparentano l’arte orientale a questo inedito movimento documentandolo con dipinti, fotografie, incisioni in legno in cui la fantasia creatrice si organizza con il rigore e la precisione del segno incisore ove non è ammesso sbagliare perché non sono ammesse correzioni.

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Il comune denominatore della mostra è l’amore per la natura di cui il tocco impressionista riesce a cogliere le variazioni di luce, il risalto dell’ombra, la riduzione della figura umana rimpicciolita, compressa, per lasciare spazio all’espandersi dei cieli, onde, nubi.

La foce della Senna ad Argenteil è un’opera più volte vista che non ci si stanca di guardare  e le due figliolette Renoir graziosamente abbigliate con gli eleganti vestitini e i calzettoni bianchi entro le nere scarpette di vernice prodotto ancora oggi e ancora oggi perfettamente di moda.

Da Renoir a Bazille, da Manet a Bougerau, considerato a lungo, questo ultimo, un intruso di stampo ancora oleografico e tradizionale. Ma è così che risaltano le novità dei pittori più audaci. Il famoso e, per i tempi, scandaloso Déjeneur sur l’herbe di Manet si richiama alla Tempesta di Giorgione e la sua enigmatica “donna nuda” sotto un cielo tempestoso. Quadro che non ha trovato fino ad oggi una condivisibile spiegazione e rimane ancora più affascinante nella sua indecifrabilità.

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Maestro degli impressionisti Boudin ha insegnato loro la tecnica del dipingere, tecnica che poi viene ignorata per lasciare spazio alle impressioni. La mostra approda al realismo, con gli zoccoli dei cavalli che sollevano nugoli di polvere e le grandi ruote delle carrozze cigolanti su pittoresche stradine dissestate.

Non sono solo Degas e Manet a dominare la rassegna, ma anche i magnifici ritratti di Ingres fra cui il celebre Ragazzo con l’orecchino, in magnifico equilibrio fra realismo e idealizzazione. Occorre trasferirsi a Firenze per confrontarsi con la copia dell’autoritratto di Raffaello e vedere così come il cerchio si chiude.

Ha collaborato Giacomo Botteri

ORARIO MOSTRA

da lunedì a giovedì: 9.00 – 18.00
da venerdì a domenica: 9.00 – 19.00

BIGLIETTI PER PRIVATI

SENZA PRENOTAZIONE (acquistabili solo in mostra)
Intero € 14,00
Ridotto € 11,00 studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni, giornalisti con tesserino
Ridotto € 8,00 minorenni (6-17 anni)

CON PRENOTAZIONE
Intero € 15,00
Ridotto € 12,00 studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni, giornalisti con tesserino
Ridotto € 9,00 minorenni (6-17 anni)

CON PRENOTAZIONE E VISITA GUIDATA (in italiano)
Intero € 22,00
Ridotto € 19,00 studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni, giornalisti con tesserino
Ridotto € 16,00 minorenni (6-17 anni)

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