Secondo capitolo del classico Disney, Zootropolis 2 si focalizza sulle avventure di Judy e Nick, rispettivamente una coniglietta e una volpe, decisi ad entrare a far parte del corpo di Polizia della città di Zootropolis, metropoli nella quale coesistono diversi habitat naturali che permettono la vita di quasi tutte le specie animali, ad esclusione dei rettili.
I protagonisti vengono sospesi dalle missioni, a causa di un inseguimento finito male, e casualmente si imbattono in un frammento di pelle di serpente: sembra, dunque, che un rettile voglia infiltrarsi tra i mammiferi. Ma le apparenze ingannano, Gary De’Snake è davvero cattivo come sembra? Gli eventi portano i protagonisti a diventare i ricercati.
Il film è ben costruito: scorrevole, ironico e denso di possibili diverse letture a più livelli, coinvolge un pubblico molto ampio.
Tra i temi affrontati il senso di responsabilità e l’onestà – rappresentato soprattutto da Nick e Judy – ma anche l’amicizia, la timidezza, la famiglia disfunzionale e persino le teorie del complotto (che si rivelano essere per gran parte fondate).
Quella che però sorprende è la raffinatissima e anticonformista riflessione sulla storia: spesso le vicende sono filtrate dal punto di vista dei vincitori, la verità va ricercata confrontando diverse fonti, cercando di mantenere uno sguardo quanto più lucido possibile.
Una scelta di questo tipo, rispetto ad un film d’animazione, appare piuttosto insolita e rischiosa: trattandosi di schemi più volte ripetuti nel corso dei secoli, un pubblico generalista potrebbe associare la metafora limitatamente ad un’unica situazione, mentre l’invito dei registi è proprio quello ad osservare criticamente potenzialmente tutte le pagine di storia tramandateci.
Da queste linee narrative deriva, inoltre, una visione empatica sulla vita privata e familiare dei rifugiati: un tema che viene armonicamente inserito in un film per bambini, che lo rende adatto per lezioni e cineforum per scuole (anche primarie).
Altra particolarità del film è la citazione di altre pellicole Disney e una sorta di breve remake di un momento del kubrickiano Shining – una sequenza geniale, dove viene rievocata il celebre labirinto innevato con tanto di uguale movimento di macchina e Dies Irae. Zootropolis 2, pertanto, si pone al centro di una rete intertestuale, in dialogo con la storia del cinema d’animazione e non solo. Una mossa gradita ai cinefili adulti e agli spettatori più piccoli, i quali, se attenti, vengono invogliati a scoprire pellicole quasi certamente nuove per loro. Altro valido spunto per educare all’audiovisivo è rappresentato dall’uso metaforico dei colori, che invitano in maniera molto efficace a provare differenti emozioni così da mantenere sempre alta l’attenzione.












