Giornate degli Autori
Due fratelli, due famiglie, due cugini che si trovano inaspettatamente implicati in qualcosa di più grande di loro. Un affare che tirerà fuori il meglio e il peggio delle persone. Ispirato al romanzo “La cena” di Herman Koch.
Luigi lo Cascio é Paolo, il fratello buono: lo si capisce subito perché è un pediatra efficiente che tiene molto ai propri pazienti, é di sostegno ai loro familiari e fa pure simpatico con le infermiere sue sottoposte. Ha una vita felice: si capisce perché scherza sempre con sua moglie Clara (Giovanna Mezzogiorno).
Alessandro Gassman è Massimo, il fratello cattivo: è evidente perché è un avvocato rampante che difende perfino i criminali che sparano ai bambini (tanto poi tocca a Paolo ricucirli). Anche lui ha una vita in apparenza felice, ma in realtà è vacua e superficiale, come sua moglie (Barbora Bobulova): si intuisce dal fatto che lei è sempre ben vestita, vanno a cena in ristoranti costosi e a lui piace fare l’intenditore di vini. A cena a volte invitano anche Paolo e Clara, che hanno così occasione di sfoggiare la loro superiorità morale, le loro idee velatamente di sinistra, e possono trattare con condiscendenza l’avvocato che non si tira indietro nemmeno quando deve difendere i criminali.
Fino a qui tutto chiaro? Ovviamente sì, tutto viene spiegato linearmente in piccoli spot pubblicitari, in modo che a nessuno possa venire alcun dubbio su quale sia la famiglia con cui identificarsi.
I problemi si presentano con i figli, che pur essendo cresciuti in ambienti così diversi (pediatra, cultura, bontà! avvocato, superficialità, egoismo!) si rivelano incredibilmente simili. Due esseri amorali, senza nessuna empatia nei confronti degli altri esseri umani. Per non creare confusione li vediamo mentre guardano video su youtube (sono giovani!) di gente che si picchia per gioco (amano la crudeltà gratuita!).
Non ci si stupisce perciò quando Clara, che non si perde una puntata di Chi l’ha visto?, riconosce quell’angiolo del suo bimbo Michele e quella piccola serpe di sua nipote Benedetta in un video di due giovani che picchiano una barbona fino a mandarla in coma.
A questo punto si scatena il dramma morale: si sa quale sia la cosa giusta da fare – i ragazzi hanno commesso un crimine e devono essere puniti – ma alla resa dei conti nessuno può prevedere la reazione di un genitore quando viene messo in pericolo il futuro di un figlio. In un inaspettato (!) twist finale le posizioni si invertono, e il confine tra chi è buono e chi è cattivo si fa molto labile.
O quantomeno, così si vorrebbe far credere. In realtà la conflittualità morale, le scelte difficili, i giovani senza una guida, insomma, tutti i chiaroscuri che la vita quotidianamente ci sottopone, sono qui appiattiti e banalizzati. Sono spiegati alla nausea, senza nessun guizzo registico, i vari stati d’animo che i personaggi attraversano fino a un finale che cancella con un colpo di spugna troppo rapido e bruale tutte le personalità delineate così didascalicamente nei precedenti 90 minuti.
Non bastano un paio di urla o gli sguardi indignati di Lo Cascio e la Mezzogiorno (contenuti, e per questo più intensi e credibili, Gassman e la Bobulova) a rendere il dramma di quando tutte le certezze, tutte le fondamenta morali su cui si è costruita la propria vita, crollano. Questo è un crollo che non fa rumore.
Titolo originale: I nostri ragazzi
Nazione: Italia
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 92′
Regia: Ivano De Matteo
Cast: Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassman, Barbora Bobulova
Data di uscita: Venezia 2014






