Il regista di “Dogtown and the Z-Boys” e sceneggiatore di “The Lords of Dogtown” racconta nel suo nuovo documentario la storia dei surfer che dagli anni ’50 in poi cavalcarono le onde giganti del Pacifico. Una storia fatta di sfide e drammi, amicizia e coraggio, raccontata dalla viva voce dei protagonisti che spiegano perché la loro vita è stata dedicata interamente alle onde.
Alla fine degli anni Cinquanta uno sparuto gruppo di scapestrati giovanottoni appassionati di surf emigrò dalle spiagge della California per raggiungere il reef hawaiano su cui si infrangevano le big waves, onde giganti di altezza compresa tra i 9 e i 12 metri. Nacque in quegli anni quel “surf estremo” descritto in Riding Giants, ultima fatica di Stacy Peralta, un documentario, in arrivo nelle sale italiane il 26 agosto, nel quale i protagonisti narrano in prima persona la storia di quei formidabili anni.
“La ragione fondamentale per cui ho realizzato Riding Giants è semplicemente che volevo vedere un film come questo” ha dichiarato il 47enne regista californiano, che ha messo in questa produzione Francia-Usa una buona dose di passione da ex surfista: regista, sceneggiatore, co-produttore, voce narrante nella versione in lingua originale.
Dopo il successo di Dogtown and the Z-Boys, dedicato agli skater degli anni Settanta, Peralta costruisce un documentario con la stessa struttura narrativa: montaggio veloce e teso di foto e filmati d’epoca, colonna sonora a base di surf. rock, musica hawaiiana ed elettronica, sapiente miscela di momenti leggendari e drammi, passioni e tecnica, emozioni e amicizie. Peralta riesce soprattutto a far parlare dell’atmosfera di questi pionieri, di uno stile di vita zingaresco, condiviso in baracche sulla spiaggia, galline rubate e romantiche nottate di sonno in sacco a pelo sulla sabbia. Una vita in cui l’onda è il centro del mondo. Almeno fino a quando non si ha notizia di un altro posto da raggiungere per vivere una nuova sfida.
Il documentario, che ha inaugurato il Sundance Film Festival del 2004, si apre con Greg Noll, oggi un signore quasi settantenne che ancora si commuove pensando alle epiche cavalcate, continua con Jeff Baker, che per quasi quindici anni solcò in solitudine l’onda Maverick nel nord della California, e si chiude con le parole di Laird Hamilton, un quarantenne considerato il genio innovatore e creativo del surf delle grandi onde – si parla di “mostri” alti come case di sei piani – il cui motto è “più grandi, più alte, più veloci”.
Riding Giants viene considerato il primo vero film sul surf, soprattutto se, come afferma Greg Noll durante la sua intervista, Hollywood ha prodotto su questo sport melensa spazzatura che poco o niente ha a che fare con la realtà. Una realtà fatta anche di paure e debolezze, drammi umani e morti drammatiche.
Peccato che nella versione italiana, dove solo la voce narrante è doppiata, i sottotitoli delle interviste siano a volte di difficile lettura sullo sfondo delle immagini.
Genere: Documentario
Durata: 105 minuti
Regia: Stacy Peralta
Soggetto: Sam George, Stacy Peralta
Protagonisti: Greg Noll, Jeff Clark, Darrick Doerner Laird John Hamilton, Dave Kalama, Brian L. Keaulana
Montaggio: Paul Crowder
Distribuito da: Fandango
Prodotto da: Canal+, Sony Pictures Classic
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