VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
"SUNSHINE" di Danny BoyleUn buon attacco per un thriller fantascientifico in rotta verso l’inutilitàdi Vera Usai Anno 2057: il Sole è in pericolo. La Stella più grande del nostro sistema sta morendo e con lei l’intera umanità rischia l’estinzione. L’unica soluzione possibile è di far esplodere al suo interno un potente ordigno nucleare con la speranza di ridonarle vita, creando una stella dentro una stella. “Le variabili però sono infinite e il grado di precisione: sconosciuto”.
Danny Boyle, dopo i precedenti Trainspotting, The Beach e 28 giorni dopo, va in orbita nello spazio e crea un film di fantascienza sulla scia di Armageddon, meno spettacolare però nelle riprese e per lunghe sequenze senza una direzione definita. Al centro della trama il vissuto di una piccola comunità di fisici e scienziati a guida dell’Icarus II, la navicella spaziale in rotta verso il Sole con a seguito la grande bomba che salverà la Terra. Danny Boyle ricostruisce l’atmosfera fatta di tensioni, attrazioni e inevitabili collisioni che si creano all’interno del gruppo durante il viaggio e dopo la scoperta della Icarus I, la navicella scomparsa sette anni prima nel cercare di portare a termine lo stesso delicato obiettivo. La dimensione è quella sospesa in un limbo spaziale tra Cielo e Terra, dove la sfera psicologica diventa in alcuni momenti l’unica protagonista del film, confondendo vissuto e immaginato, per analizzare le ripercussioni di una tale situazione di angoscia e coraggio. Se dovessimo dire di cosa è fatta questa pellicola, potremmo parlare di luce e rumore, ma un rumore avvolgente, che diventa atmosfera e rende tutto ciò che circonda immobile, a volte assordante, altre silenzioso e senza tempo. Gli ambienti sono architetture spaziali, buie e geometriche, che si macchiano sempre più spesso di sangue man mano che il film prosegue la sua corsa inarrestabile verso il Sole e verso una banalità ritrita che la sceneggiatura di Alex Garland non riesce a schivare. Gli interni claustrofobici e il crescendo della musica nei momenti di grande tensione inseriscono Sunshine negli schemi caratteristici di un thriller, fatto di riprese notevoli e affascinanti. Boyle tenta nel genere la via dell’originalità, evitando di inquadrare l’astronave per intero dall’esterno mentre è in cammino nello spazio e restituendo tutta l’attrattiva del Sole con soggettive e riprese ravvicinate degli occhi degli attori, all’interno dei quali si muovono riflessi caldi e pastosi, che in alcune sequenze delineano i loro contorni. È difficile distogliere lo sguardo di fronte a quella luce ipnotizzante che diventa dannosa per chi non riesce a far a meno di guardarla, pagandolo “sulla propria pelle”. Il film “perde tanto ossigeno” quando il regista decide di unire al notevole cast di attori uno strano essere mutante e indistruttibile, impegnato in una patetica ed evitabile caccia all’uomo che trascina verso un incubo splatter in cui si rievocano inutili frasi bibliche. Quando la musica prende quota, nel momento in cui viene sganciato l’ordigno, si può tirare un sospiro di sollievo: l’epilogo finalmente è vicino. Titolo originale: Sunshine Regia: Danny Boyle Nazione: Gran Bretagna Anno: 2007 Genere: Fantascienza, Thriller Cast: Hiroyuki Sanada, Mark Strong, Benedict Wong, Cillian Murphy, Cliff Curtis, Michelle Yeoh, Troy Garity, Chris Evans, Rose Byrne Produzione: DNA Films, Ingenious Film Partners, The Moving Picture Company (MPC) Distribuzione: 20th Century Fox Data di uscita: 20 Aprile 2007 (cinema) Sito ufficiale: www.sunshinedna.com Sito italiano: microsites2.foxinternational.com/it/...
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |








