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Venezia 67. Controcampo Italiano "WARD 54" di Monica MaggioniLa storia di chi torna a casa e poi si perdedi Livio Meo La giornalista televisiva Monica Maggioni intervista alcuni soldati
americani reduci dall’Iraq e ritrae l’estenuante dramma vissuto da essi al
momento del ritorno in patria, quando l’incubo della guerra riemerge
quotidianamente straziando l’animo dei militari.
Fin da bambino Kristofer Goldsmith ha sempre sognato di fare il soldato. Nel 2005 è partito per l’Iraq nell’ambito dell’operazione “Iraqi Freedom”, ma una volta giunto sul campo di battaglia ha percepito di essersi immaginato per anni qualcosa di profondamente diverso. A causa del momentaneo stato di non belligeranza, Kristofer viene impiegato in una mansione a cui non era mai stato preparato: fotografare e classificare i cadaveri iracheni pervenuti sul territorio. L’orrore dei corpi torturati e mutilati fa scattare qualcosa nell’animo del giovane militare, sconvolto dalla crudeltà infinita e gratuita dalla quale sono segnati i volti di decine di civili innocenti. Al termine della missione Kristofer si ammala di PTSP, disturbo post-traumatico da stress, e viene abbandonato al suo destino. Spaventato e depresso, il protagonista sfoga la propria irrequietudine nell’alcol e tenta il suicidio durante la cerimonia del Memorial Day. Ward 54 racconta con lucidità la dolorosa denuncia del soldato nei confronti del sistema americano, disinteressato alle traumatiche conseguenze riportate da quei cittadini che hanno scelto di sacrificarsi per il proprio Paese. La facilità con cui il sistema militare americano si insinua fra la gente con il fine di reclutare nuove leve trova una sconcertante corrispondenza nell’atteggiamento di sprezzante e manifesta indifferenza nei confronti dello shock emotivo e psichico subito dai militari. Kristofer rivendica la propria dignità e manifesta insofferenza per l’inaccettabile comportamento del sistema militare degli Stati Uniti, che non si preoccupa di predisporre dei meccanismi per tutelare i reduci di guerra ed aiutarlo a reintegrarsi nella società. Monica Maggioni ripercorre le ossessioni del protagonista inseguendolo durante un viaggio compiuto dal ragazzo fino a casa dei Lucey, i genitori di Jeffrey, un marine suicidatosi al ritorno da una missione in Iraq. I ricordi del padre e della madre di Jeffrey portano Kristofer a ripensare alla propria situazione e al momento in cui aveva tentato di togliersi la vita. Giornalista della Rai e conduttrice di Speciale TG1, la regista del film non abbandona uno stile molto televisivo, limitandosi a documentare le confessioni e le reazioni delle persone intervistate senza mai osare una riflessione slegata dalle parole dei protagonisti. Attraverso inquadrature e ritmi propri della comunicazione televisiva, l’autrice riesce ad utilizzare il linguaggio cinematografico per informare e destare interesse nei confronti di un tema scomodo e taciuto, senza però indagare in modo più profondo le suggestioni emergenti dalle esperienze narrate. Optando per questa scelta narrativa, Monica Maggioni privilegia l’elemento giornalistico e cerca di fornire un contributo ricco di informazioni per rendere lo spettatore più consapevole di “un incubo che difficile da descrivere per chi non c’è stato, non ha vissuto le stesse angosce, non ha guardato negli occhi lo stesso orrore”. Ward 54 Titolo originale: Ward 54 Nazione: Italia, Usa Anno: 2010 Genere: Documentario Durata: 63’ Regia: Monica Maggioni Produzione: Rai Cinema e Mediakite Data di uscita: Venezia 2010
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