Dopo il divertentissimo “Duetto” presentato l’anno scorso, Marcello Scuderi interviene anche quest’anno al 39°Festival Internazionale del Teatro sempre con uno spettacolo che si divide tra italiano e francese, metateatrale e totalmente attuale, anzi, proiettato al futuro.
Marcello Scuderi, ideatore ed interprete dello spettacolo, parte dall’opera di Goldoni in generale e riprende alla lettera alcune delle scene di importanti opere dell’autore sia utilizzandole in modo metateatrale sia facendole interpretare dai personaggi dello spettacolo stesso. Per rendere più chiara l’operazione attuata dal regista e attore, vado a riassumere la trama di questo ingegnoso gioco di piani teatrali soprapposti e virtuali.
In una scuola di teatro in cui i ragazzi possono interagire dal vivo o virtualmente connettendosi ad internet, ambientata nel 2037, l’insegnante (Marcello Scuderi, nei panni di se stesso se si scoprisse l’elisir di eterna giovinezza)cerca di far riscoprire ai suoi giovani allievi il grande scrittore veneziano, ormai dimenticato a causa di un programma attivo nelle biblioteche di tutto il mondo, che cancella dal prestito e dal catalogo le opere che non vengono consultate per più di un anno. I ragazzi, aspiranti attori, hanno la possibilità di scaricare dal computer della scuola le scene degli “Innamorati”, de “La locandiera” e così via, e possono interagire ulteriormente con domande oppure addirittura interpretando le amate scene facendosi riprendere da una telecamera. Le immagini vengono affiancate dal computer a quelle degli unici due allievi in carne ed ossa della scuola, riusciendo così a creare una sorta di scena in coppia.
Traspare ovviamente il limite dell’interazione virtuale, anche dai commenti tristi e malinconici di alcuni navigatori che chiusi in casa da mesi rimpiangono i tempi in cui doovevano uscire per qualsiasi attività che ora svolgono tramite internet.
A cogliere e sfruttare il suggerimento di Marcello, che cerca di spingere i ragazzi ad andare fisicamente nella scuola, è una ragazza che si rende conto che il teatro si trova vicinissima a casa sua e invade lo spazio con il suo entusiasmo, scatenando una certa gelosia nell’esclusività che i due attori in carne ed ossa sentono scalfire.
Il tutto si innesta nel testo de “Il teatro comico” da cui sono tratti dei dialoghi tra insegnante e ragazzi.
Teatro nel teatro, nel teatro virtuale, basato su una delle opere più innovative e particolari di Goldoni, una commedia metateatrale.
Peccato per il finale un po’ troppo sdolcinato, preannunciato comunque dall’atmosfera positiva e ottimista che si respirava fin dall’inizio. Una scelta abbastanza goldoniana, nonostante nelle opere del grande scrittore veneziano il finale non sia mai troppo felice, anzi. Niente di inquietante o vagamente simile al futuro prospettato da Ray Bradbury.
26 luglio ore 19.30 / 27 luglio ore 17.00 – Teatro Universitario ‘Giovanni Poli’, Santa Marta
testo e regia Marcello Scuderi
traduzione Pierre-Yves Leprince
musica originale Paolo Rizzotti
con Marcello Scuderi, Flavie Péan, Laure Dedieu, Romain Deroo
e con in video Dalia Bonnet, Priscilla Galand, Melene Lausecker, Victor Rieunier
costumi Samya Teboursouki
video e luci Antonio Palermo
immagini Rosario Caltabiano
direttore di scena e assistente alla regia Antonio Palermo
organizzazione Serena Fazzina
produzione Compagnie Noved Land, La Biennale di Venezia
si ringrazia Cours Eva St Paul, Theatre Mouffetard
spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano






