venerdì, Giugno 12, 2026
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Alessandro Baricco: Notte eretica | con Orchestra Canova e Intende Voci Ensemble

Alla 38° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, 14-18 maggio 2026

Avvolti e rapiti dalle note potenti di Richard Wagner, si entra nello spettacolare Auditorium del Lingotto, a Torino.
Fino agli anni Ottanta questo era un posto dove si fabbricavano automobili, le  FIAT.
Poi, nel 1994, Renzo Piano ha trasformato tutto lo stabilimento: sembra una cosa incredibile, qui c’erano le catene di montaggio. Da fabbrica di macchine a fabbrica di cultura.

Be’, non sempre e solo di cultura, ma in questo caso sì. Dal 1992, da quando cioè il Salone del Libro di Torino ha iniziato a svolgersi qui, nella ex fabbrica, che ancora non era nemmeno del tutto passata da crisalide a farfalla. Infatti questo Auditorium (che, notare, è intitolato a Giovanni Agnelli), è stato inaugurato due anni dopo ed è magnifico; due soli colori dominanti ma di grande effetto: il colore naturale del legno di ciliegio per le strutture e il rosso delle poltrone. Anni dopo Renzo Piano ha costruito anche il Teatro di Potsdamer Platz a Berlino. È davvero molto simile ma non è altrettanto bello. Non lo dico perché sono torinese, ma perché è così.

Comunque: entri nell’Auditorium e ti lasci inebriare dalla possente musica Wagner, suonata dalla giovanissima Orchestra Canova al gran completo. Poi inizia a parlare Alessandro Baricco,  che è già lì seduto, con una coppoletta in capo. Spiega che chi creò quella musica era gente che credeva in se stessa, che credeva che l’uomo fosse il centro del creato e che lo avrebbe addomesticato. Dal caos alla luce.

Poi, fa allontanare un certo numero di musicisti. Come dice lui “come spacchettare un’arroganza… cercare un’innocenza all’origine”.  E arriva Mozart, Le nozze di figaro: “ È ritmo  – dice – muovetevi, ballate!”

Toglie progressivamente altri musicisti e si arriva alla musica classica, pura, senza parole, senza utilizzo, solo per se stessa: Arcangelo Corelli,  Concerto Grosso n. 4. Musica più antica, inizio XVIII secolo, barocca.   “Quanta malizia abbiamo perso per strada! … come uccelli nel cielo, bambini ai giardini, Corelli sottrae il respiro del mondo, non c’è spigolo. Sembra una musica così, lasciata lì per caso. Invece c’è tanta tecnica dentro.”

Poi via tutti i musicisti, solo la voce umana ed è la volta di Intende Voci Ensemble, specialisti del canto a cappella, bravissimi, con Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594) e siamo nel Rinascimento.
Poi si va indietro di altri mille anni e viene proposto il canto di una “collana di perle” scritta da una donna, ignota.

Nel commiato, il gran finale: in abbinata con un ritmo techno, il celeberrimo assolo della Regina della Notte, dal Flauto Magico di Mozart. Ripetuto e ripetuto, mentre tutti gli spettatori dovrebbero uscire ma quasi non ce la si fa, tanto è bello stare lì. Un abbinamento forse eretico sì, ma ci sta benissimo. Grandioso!
Grazie Alessandro Baricco: ascoltata con te, la musica è un’altra cosa .