C’è un’energia particolare che attraversa le calli in questi giorni, un fermento che non ha nulla a che fare con il turismo, ma che riguarda l’anima stessa di Venezia. Venerdì 22 maggio, alle ore 17.00 il Teatro Goldoni aprirà le sue porte a una marea umana di 150 ragazzi dell’Istituto Cavanis per “Voci a Venezia – Generazioni in scena”. Lo spettacolo rappresenta l’atto finale di un intenso laboratorio curato dal Teatro di Cittadinanza di Mattia Berto, un percorso che ha visto gli alunni delle elementari e delle medie riappropriarsi del racconto della propria città.L’Istituto Cavanis, storica eccellenza educativa nel cuore di Venezia, si conferma con questo progetto uno spazio aperto al dialogo con il territorio: i ragazzi non portano in scena un copione preconfezionato, ma il frutto di mesi di riflessione su cosa significhi crescere tra l’acqua e la pietra. Attraverso il gioco teatrale, gli studenti hanno indagato le calli, i campielli e le proprie radici, trasformando la loro quotidianità in una performance corale che è, al tempo stesso, una dichiarazione d’amore e una richiesta di ascolto.Quello di Berto è un lavoro che sta diventando un punto di riferimento unico nel panorama veneziano. La sua capacità di trasformare il palco in uno spazio di cittadinanza attiva troverà un ulteriore capitolo a Giugno, quando tornerà al Goldoni insieme alla fotografa Giorgia Chinellato. In quell’occasione, saranno altri cento bambini dell’Istituto San Francesco di Sales a guidarci alla scoperta della “Meraviglia”, in un dialogo continuo tra immagine e movimento che rimette al centro lo stupore dei più piccoli.In questo scenario, la figura di Mattia Berto si conferma come una risorsa preziosa per il tessuto culturale veneziano. La sua sensibilità nel ricucire il rapporto tra le generazioni e i luoghi storici della città è un valore che molte altre realtà italiane hanno già iniziato a riconoscere e a richiedere con insistenza, invitandolo a esportare il suo modello di partecipazione. Valorizzare la sua progettualità significa, di fatto, scommettere su una Venezia capace di farsi laboratorio di futuro, investendo su quei talenti che sanno trasformare l’arte in un’esperienza corale capace di parlare a tutti.Vedere centinaia di giovanissimi occupare il cuore teatrale della città è il segnale che Venezia possiede ancora una voce vitale e orgogliosa. Un appuntamento che invita tutti a fermarsi e ad ascoltare, per scoprire che la meraviglia, in fondo, è ancora possibile.
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