Arriva a Venezia Cosìfuntutte, un’installazione audiovisiva digitale immersiva che rilegge in chiave contemporanea il Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart. La mostra, concepita dalle docenti e dai docenti di Nuove Tecnologie dell’Arte e di Scenografia con il coinvolgimento diretto di studenti, dottorandi e performer, sarà aperta al pubblico fino al 30 gennaio al Magazzino del Sale 3.
L’installazione nasce all’interno del progetto Music Theatre & New Technologies – MTNT. Verso un nuovo paradigma negli studi e nella performance operistica, finanziato dal PNRR – Next Generation EU, a cui l’Accademia di Belle Arti di Venezia partecipa insieme a importanti istituzioni nazionali e internazionali, sotto il coordinamento del Conservatorio di Musica di Castelfranco e in stretta collaborazione con l’Università della Musica Gustav Mahler di Klagenfurt.
Cosìfuntutte é una messa in scena in continuo divenire, che prende vita grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, di processi sonori algoritmici e performance dal vivo. Il visitatore infatti si ritrova ad attraversare stanze che evocano di volta in volta il gioco degli scambi, il dubbio, la finzione e la riconciliazione finale, incarnando il ruolo degli amanti mozartiani. Motivi, gesti e situazioni riconducibili all’opera emergono e si dissolvono dentro un flusso generativo che non si ripete mai.
Elemento distintivo del progetto è l’utilizzo dell’archivio storico dell’Accademia di Belle Arti di Venezia come vera e propria infrastruttura visiva.
I materiali musicali dell’opera di Mozart vengono rielaborati attraverso algoritmi che, agendo su timbro, spazio e risonanza, conservano il rapporto con la scrittura di Mozart ma allo stesso tempo lo rilanciano in un contesto percettivo nuovo, simile a un paesaggio in trasformazione. Anche il visitatore, inoltre, diventa parte integrante del dispositivo scenico: i suoi movimenti e le sue scelte influenzano in tempo reale il flusso delle immagini e del suono. In questo modo ogni esperienza individuale contribuisce alla costruzione di una narrazione collettiva, una partitura aperta scritta dall’interazione tra archivio, intelligenza artificiale e pubblico.
Ad essere ospitato è anche un vasto programma di performance dal vivo con musicisti e sound artists che dialogano con il sistema audiovisivo della mostra attraverso interventi site-specific.























