venerdì, Luglio 31, 2026
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“A BATTLE OF WITS” DI JACOB CHEUNG

Una battaglia di ingegni

La Cina del 400 a.C. è martoriata dalla guerra fra i sette maggiori regni; ogni reame tenta, con la forza e non con la diplomazia, di asservire gli altri sei, col fine ultimo di unificare il territorio cinese. Proprio in quegli anni, e proprio a causa di quella terribile situazione, un uomo di nome Mo Tsu creò una filosofia che basava i propri dettami sull’amore universale e il ripudio per la guerra. Questa dottrina attirò molti seguaci, e si sviluppò cercando di fermare le guerre utilizzando acute e innovative strategie difensive; gli allievi di Mo Tsu giravano per i vari regni offrendo, senza volere nulla in cambio, la loro sapienza e i loro insegnamenti pacifisti a chiunque li richiedesse.

La nostra storia si svolge nel piccolo regno di Liang. Il grande e potente esercito di Zhao, marciando verso il reame nemico di Yan, deve forzatamente attraversare, e quindi abbattere, la città fortificata di Liang. Il reggente ha chiesto aiuto al gruppo di Mo Tsu; in suo soccorso arriva Ge Li (Andy Lau). Il suo lavoro e le sue conoscenze serviranno a respingere e a far ritirare l’esercito nemico.

Ma la popolarità di Ge Li è talmente grande da spaventare il re che, mal consigliato, caccia l’uomo dalla città con l’accusa di essere un cospiratore e condanna tutti gli abitanti della città di Liang che hanno simpatizzato con la filosofia pacifista di Mo Tsu. Gli abitanti dovranno far fronte da soli all’ultimo assalto dell’esercito di Zhao, condotto da un orgoglioso generale, ferito nell’onore dalla sconfitta subita da Ge Li e in cerca di vendetta.

L’honkonghese Jacob Cheung lavora da più di dieci anni su questo progetto, ispirato al manga giapponese Bokkou. Ha raccolto un ottimo cast panasiatico per questo tentativo di rinnovare il cinema epico e in costume. La sensazione è che il risultato sia alterno: la scelta di dare più importanza alle parole e ai personaggi, rispetto alle grandi, spettacolari e infinite scene di guerra, ha un suo senso, soprattutto per il forte messaggio che il film vuole mandare. In realtà la sceneggiatura ha delle ingenuità, dovute agli intenti enfatici tipici del genere e di cui il regista si serve ampiamente, che compromettono un poco la comunicabilità del messaggio. Non c’è mistero, lo spettatore non viene impegnato, quindi non viene coinvolto, se non superficialmente. Ci si ritrova di fronte a un film che vorrebbe superare la sindrome del circo (guardare e divertirsi ma non pensare) tipica del genere, ma che ci riesce solo in parte. Nulla da togliere comunque all’ottima e spettacolare messa in scena di Jacob Cheung, che regala più di una scena dal grande impattivo emotivo e dall’elegante bellezza estetica.

A Battle of Wits
Regia: Jacob Cheung
Anno: 2006
Durata: 110′ min
Stato: Hong Kong