AS IS WHEN

Il boom della grafica britannica negli anni sessanta

La grafica è esplosa negli anni Sessanta, gli anni dei Beatles e dei Rolling Stones, anni in cui le dive del cinema erano Marilyn e Brigitte Bardot, anni in cui la fotografia era ancora considerata un’arte inferiore alle altre e la grafica era assimilata soltanto alla pubblicità.

“As is when” suona pressappoco come “come è quando”, oppure “come è (o era) in quel momento”, assumendo in questa frase un connotato soprattutto contemporaneo, limitato ad un’epoca molto ben distinta dalle altre, e dalle quali è partita una rivalutazione della fotografia still life (ovvero quella che in pittura si chiama “natura morta”), mediante sovrapposizioni pittoriche, collages, litografie, serigrafie.

Tutti questi patchwork di emblemi del divismo coevo, da Marilyn a B.B., da Bogart ad icone del mecenatismo moderno come il Museo Guggenheim di New York, sono però privi “di concettualità”, spiega il curatore della mostra Ficacci:”riassumono la superficie: come nelle opere di Paolozzi dedicate a Wittgenstein che, al contrario delle rappresentazioni di Fabio Mauri, investigano la biografia e non la teoria, del grande filosofo del linguaggio a noi contemporaneo”. Ficacci continua:”Paolozzi ha letto Wittgenstein e ne è rimasto affascinato, senza però riportarne gli assunti nella sua arte, lo rappresenta.

Al contrario di Max Ernst, dei surrealisti, l’arte della grafica è un’arte pop, che sceglie a caso dei divi dello spettacolo come Mick Jagger o Humphrey Bogart: avrebbe potuto scegliere qualsiasi altra cosa, come per esempio ha fatto Richard Hamilton nel suo “Toaster”, la prima raffigurazione di un tostapane al Museum of Modern Art di New York (MOMA)”.
As is when è il primo degli appuntamenti con cui il British Council festeggia il 60° anniversario della sua presenza in Italia, e le 84 stampe numerate tutte appartenenti alla collezione dell’ente culturale britannico, effigiano un decennio innovativo, dal 1961 al 1972, che con la sua leggerezza intelligente inaugura un ciclo felice per questo organismo e per la città di Roma, arricchendosi di spunti pregevoli e cosmopoliti.

Le caratteristiche principali di questi quadri si possono riassumere nella ventata d’aria fresca che accoglie il visitatore, conducendolo tra colori brillanti e forti nella loro tavolozza fotografica ed architettonica (fra cui spicca l’Empire State Building di Tilson) e che divampa nell’unico collage dai colori quasi assenti della “Letter from Che”, composta di foto e lettere originali del Che. Referti storici e miti del cinema si mischiano in questa prospettiva che tutto riunisce e chiude con la famosa zip di Barker, primo reperto della magia simbolica dell’immagine nel XX° secolo.

Da segnalare inoltre l’iniziativa che riguarda i laboratori didattici per le scuole elementari, medie e superiori in collaborazione con SIRIO ARTE E CULTURA e TI con ZERO didattica per gioco, che da gennaio a febbraio 2005 vedrà l’Istituto Nazionale per la Grafica come spazio privilegiato dove far sperimentare dal vivo le tecniche di produzione e riproduzione delle immagini.

Artisti in mostra: Clive Barker, Peter Blake, Derek Boshier, Patrick Caulfield, Bernard Cohen, Harold Cohen, Robin Denny, Richard Hamilton, David Hockney, Howard Hodgkin, Gordon House, John Hoyland, Allen Jones, R.B. Kitaj, Eduardo Paolozzi, Peter Phillips, Bridget Riley, Peter Sedgley, Colin Self, Richard Smith, Joe Tilson.

AS IS WHEN.
IL BOOM DELLA GRAFICA BRITANNICA NEGLI ANNI SESSANTA –
Roma, Istituto Nazionale per la Grafica e la Calcografia – Via della Stamperia, 6
Orario tutti i giorni 10- 19
Biglietto d’ingresso gratuito
Informazioni tel. 06 699801
Ufficio Stampa I. N. G. Marcella Ghio
tel. 06 69980238, m.ghio@inggrafica.it
Ufficio Stampa Roberto Begnini
tel. 06 69190880, rbegnini@tiscali.it
15 dicembre 2004 – 7 febbraio 2005