giovedì, Luglio 30, 2026
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Al via la 53ma stagione del Cineforum-Cinit di Lecce

La prima sezione della 53ma stagione del Cineforum-Cinit di Lecce, tradizionale appuntamento che si ripete ogni martedì al cityplex Santalucia, comprende dieci titoli, di cui ben nove inediti, penalizzati da scarsa visibilità, da una distribuzione che non sempre riesce ad accontentare gli spettatori più attenti ed esigenti.

Si comincia martedì 10 con “La guerra di Mario” di Antonio Capuano, grande personalità della scuola napoletana, voce aspra, scomoda, che offre un’asciutta risposta all’enfatica retorica delle pellicole sull’adolescenza. Di scottante e drammatica attualità il tema, l’affidamento di minori reduci da costrizioni e sofferenze. Una delle prove più convincenti di Valeria Golino, forse mai così intensa.

In cartellone poi “L’amore sospetto” di Emmanuel Carrère, premiato alla Quinzaine des Realisateurs a Cannes (17 ottobre). Giornalista (autore pure di una biografia su Philip K. Dick), romanziere e sceneggiatore, Carrère aveva debuttato alla regia con “Ritorno a Kotelnitch”, documentario presentato al Festival di Venezia. Questa seconda fatica filmica é anche la terza trasposizione da sue opere. Qui fa tutto da solo e fa irrompere l’assurdo nel quotidiano di un libero professionista, proprio nel momento in cui decide di tagliare i baffi per fare una sorpresa a moglie e amici. Sulle note di un concerto per violino di Philip Glass.

“Kyashan – La rinascita” è il titolo del giapponese Kazuaki Kiriya (24 ottobre) che trasferisce sullo schermo una nota serie animata realizzando un’opera visionaria ambientata in un universo fantastico (il perfezionamento di cellule in grado di troncare le ali alle malattie e alla morte stesa), cruda metafora del potere e di chi lo subisce.

Altro tema scottante, quello dei turisti non per caso, affrontato da Laurent Cantet nel suo “Verso il Sud” (31 ottobre) dove due donne d’altra età (una è la meravigliosa Charlotte Rampling), che ben rappresentano l’opulento Occidente sempre smanioso di colonizzare spazi e coscienze, cercano emozioni tra corpi neri e mare cristallino.

Di abusi sulle coscienze si parla anche in “Beautiful country”, titolo sardonico del norvegese Hans Petter Moland (7 novembre) sulle vicende di un “bui doi” (significa “meno della polvere”), uno dei figli di ragazze vietnamite e militari americani nati durante la guerra. Il ragazzo cerca il padre, lo trova (è Nick Nolte) ma la sua vita non sarà certo migliore in America.

Nelle lettere di “C.R.A.Z.Y.” ci sono i nomi di cinque fratelli di una famiglia del Quebec negli anni Sessanta, ma il titolo è anche una canzone di Patsy Cline. Ed è soprattutto la vita e le sue coincidenze. Il film, presentato alle Giornate degli Autori alla 62ma Mostra del Cinema di Venezia e vincitore dell Grifone D’Oro al Giffoni film festival, con la firma di Jean-Marc Vallée, regista canadese al suo terzo lungometraggio, è un quasi musical tra humour e dramma sul disagio giovanile. Nella colonna sonora David Bowie e i Rolling Stones (14 novembre).

Unico film già uscito sugli schermi di Lecce e provincia è “Time” del grande regista coreano Kim Ki-Duk (21 novembre), apologo morale sull’estetica del bisturi e sul concetto di identità (ma anche della doppia personalità e del conflitto Oriente-Occidente).

Secondo film italiano in cartellone è “L’orchestra di piazza Vittorio” di Agostino Ferrente, molto di più di un documentario su una realtà romana e un’utopia di integrazione (28 novembre).

Molto di più di una testimonianza su un risorgimento sociale possibile è “La dignità degli ultimi” (5 dicembre) che Fernando Solanas dedica all’Argentina e alla sua terribile crisi del dicembre 2001. E qui bisogna aprire una parentesi sulle bizzarrie della distribuzione per dire che questo film è la seconda parte di un progetto. La prima, dal titolo “Il diario del saccheggio”, non è ancora arrivata sugli schermi italiani.

Ultimo film della prima parte, il 12 dicembre, “La quinceañera” (“Non è peccato”, il sottotitolo) della coppia Richard Glatzer e Wash Westmoreland, anglo-americani che esplorano con realismo da favola sociale la Los Angeles nascosta dei messicani. Un racconto vivo e divertente, di interesse etico ed etnico, premiato dal pubblico come miglior film al Sundance 2006.

Tre come sempre gli spettacoli per i film del Cineforum, alle 18.15, 20.15 e 22.15 (facendo attenzione a possibili variazioni, come per “Beautiful country” che dura 125 minuti) e prezzi invariati: biglietti a 4,50 euro e a 4 euro solo per studenti e soci Cinit, come lo scorso anno.
La selezione dei film è di Vito Luperto.