Ad Alì Terme (Me) è tornata, all’insegna dei problemi sociali di attualità, la kermesse “Corteggiando i corti”

Nelle giornate di mercoledì 10 e giovedì 11 dicembre ad Alì Terme (Messina) si è svolta la quinta edizione di Corteggiando i Corti, la kermesse che dà spazio ai cortometraggi di qualità girati soprattutto da registi siciliani o che hanno la Sicilia come location.

La rassegna è stata parte integrante del più ampio cartellone del Cineforum (ottobre 2025-marzo 2026), direttore artistico Orazio Leotta, ha annoverato in scaletta sette cortometraggi, tutti replicati poi nell’arco delle due giornate, con l’intervento oltre che di Beppe Manno, ideatore di Cinema Itinerante, quale esperto e appassionato divulgatore e promotore di cortometraggi d’autore a livello regionale, anche dei rappresentanti delle associazioni organizzatrici, Massimo Caminiti del Cinit-Cineforum Italiano e Ignazio Vasta del C.S.C. – Centro Studi Cinematografici nella qualità di presidente regionale.

Tra i corti selezionati, fruiti da una vasta platea per lo più composta dagli studenti dell’I.I.S. “Caminiti-Trimarchi” di S. Teresa di Riva, dell’I.I.S.S. “Salvatore Pugliatti” di Taormina e delle sedi distaccate, pure l’ultimo lavoro del messinese Fabio Schifilliti, presente alla manifestazione, che in Fili Invisibili, ha messo a confronto le due storie di femminicidio le cui vittime, Graziella Recupero e Sara Campanella, sia pur a quasi settanta anni di distanza, presentano incredibili analogie.

Il giovane regista messinese, presente alla manifestazione e fresco vincitore in Marocco col suo Omayma (2023), dedicato alla mediatrice culturale tunisina immigrata in Italia uccisa dal marito, ha colloquiato col giovane pubblico soffermandosi su alcuni particolari relativi all’ideazione e produzione del film realizzato grazie al progetto CIPS dell’Istituto Superiore “Copernico” di Barcellona Pozzo di Gotto.

Gli altri film proiettati sono stati Nomofobia di Ado Hasancvic, sulla paura dei giovani d’oggi di rimanere senza cellulare; Samsa di Giampiero Pumo, che ha affrontato i temi dell’integrazione e della multiculturalità; Tutù di Lorenzo Tiberia, che si misura con  il delicato tema dei disturbi alimentari; Pinocchio Reborn di Matteo Cirillo, sulla difficoltà di essere buoni e onesti in un mondo che invece ti manipola e ti inganna; Aggrappati a me di Luca Arcidiacono, sulla casuale amicizia fra un giovane romano e una bambina con la sindrome di down, e infine Attraverso la Sicilia di Piero Marelli, vera e propria chicca del 1912 della Tiziano Film di Torino, su alcune bellezze naturalistiche e artistiche siciliane, filmato concesso per l’occasione dall’Archivio Siciliano del Cinema di Palermo, diretto da Antonio Giordano La Torre, valente ricercatore, studioso e autore di saggi sulla nascita del cinema in Sicilia.