sabato, Luglio 25, 2026
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BABILONIA-IL TERZO PARADISO AL MALIBRAN DI VENEZIA

Una simbolica stanza bianca in cui si muovono uomini e donne uniti dalla ricerca frenetica di una felicità possibile , di un terzo paradiso irreale come una utopia. Lo spettacolo “ Babilonia – Il terzo paradiso” diretto e coreografato da Ismael Ivo anche quest’anno direttore della Biennale Danza,è stato presentato in prima assoluta al teatro Malibran di Venezia, per poi proseguire il suo cammino in varie città italiane, a Santos e San Paolo del Brasile.

Ismael Ivo chiude con Babilonia la trilogia iniziata con The Waste land e Oxygen. Se The waste land trattava dei temi ambientali e della sostenibilità dello sviluppo nei confronti dell’equilibrio ecologico del pianeta Terra e Oxygen indagava la nostra capacità di sopravvivenza, Babilonia si ispira all’idea di confusione, mescolanza di linguaggi, di culture, di civiltà, e si propone di dare una risposta appagante alle ansie che questo melting pot genera.
Una risposta che si spinge fino a proporre la felicità come traguardo finale della ricerca.

Per Ivo la felicità sulla terra non è utopia, ma al contrario è vista come possibile e a regalarla è “l’altro” con cui si entra in contatto per ritrovare il senso di umanità perduto in uno sterile individualismo. Forse, sia pure a livello inconscio, Ivo si riconosce nei versi del mistico poeta indiano Rabindranath Tagore: ”Sognavo che la vita fosse gioia. Mi svegliai: la vita è servizio. Ho allora servito e nel servizio ho trovato la gioia”. Ma in cosa consiste il servizio per chi danza se non la danza stessa, danza non solo fatta di movimenti, gesti, contorsioni, ma di sguardi, messaggi taciti, inviti silenziosi a incontrarsi, contatti di membra in ritmiche armonie, scoperta di desideri e di aspirazioni comuni. Non pensieri o gesti omologati ma una sinfonia di polifonie e culture diverse che si confrontano per conoscersi ed accettarsi a vicenda.

Accompagna lo spettacolo un’antologia di arie barocche della scuola di Napoli da Graun, a Leo e Caldara, a suo tempo interpretate dai castrati e ora nella splendida voce di Cecilia Bartoli. Dice il direttore a proposito di queste musiche:” Nessun soprano può riprodurre suoni così puri, che celebrano il divino e ciò fa riflettere su come un sacrificio del corpo fa arrivare a dimensioni più elevate .

Protagonisti dello spettacolo sono i danzatori del centro di perfezionamento nella danza contemporanea della Biennale di Venezia, l’Arsenale della Danza, una formazione internazionale di giovani fra i 19 e i 24 anni provenienti oltre che dall’Italia, da vari Paesi del mondo. Se si pensa che fra chi danza in Babilonia ci sono cinque danzatori brasiliani selezionati dal Sesc organismo impegnato nel recupero di giovani disagiati attraverso l’arte, il vederli muovere con eleganza, passione estrema abilità tecnica fa dire che il riscatto è completo, che l’arte ha compiuto un altro piccolo-grande miracolo.

Arsenale della Danza – 11 e 13 maggio ore 20.00 – Teatro Malibran
Babilonia – Il terzo paradiso
ideazione e coreografia Ismael Ivo
musiche Andreas Bick, Denis Duarte, Antonio Caldara, Carl Heinrich Graun, Leonardo Leo, Riccardo Broschi, Geminiano Giacomelli – scenografia e costumi Marcel Kaskeline – ideazione luci Ismael Ivo – disegno luci Delio Baoduzzi – assistenti alla coreografia Franca Pagliassotto e Luca Della Corte
con Sara Angius, Emanuela Biazzi, Noelle Cotler, Patrick Cubbedge, Loretta D’Antuono, Flavio Arco-Verde, Laura De Nicolao, Roberta De Rosa, David Lagerqvist, Leonardo Magalhães Muniz, Ariadne Mikou, Giuseppe Paolicelli, Claudio Pisa, Andrea Rampazzo, Cristian Rebouças Da Silva, Lucas Ribeiro Saraiva, Armando Rossi, Claudia Sansone, Valentina D’Apuzzo Schisa, DuJuan Smart Jr., Pamela Tzeng, Felipe Vieira Vian, Elisabetta Violante, Chiara Vittadello, Anastasia Voronina
produzione La Biennale di Venezia – Settore Danza in collaborazione con SESC São Paulo, Fondazione Teatro La Fenice
www.labiennale.org