domenica, Luglio 26, 2026
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“Babam ve oglum (My Father, My Son)” di Cagan Irmak

La vita di Sadik

Selezionato per la sezione Ospite d’Onore al 54° TaorminaFilmFest, dedicata quest’anno alla Turchia, il film del regista trentottenne Cagan Irmak racconta tre generazioni di una famiglia di contadini che portano avanti da anni un azienda agrituristica sul mar Egeo.

Fin dall’inizio la scena si apre con il drammatico episodio di Sadik, il protagonista del film, che durante un colpo di stato militare nel 1980 perde la moglie dopo aver partorito per strada il figlio Deniz. Sadik, dopo aver allevato il figlio per 6 anni, abbandona la propria città e la casa dove ha vissuto insieme alla suocera per tornare al proprio paese a ritrovare i genitori e far conoscere Deniz alla numerosa famiglia. Ma i trascorsi di Sadik non sono dei migliori: attivista politico ha vissuto dei periodi in carcere torturato a sangue, un’adolescenza in contrasto con il padre che l’ha portato ad abbandonare il proprio paese alla ricerca di una attività che ha sempre sognato e un periodo da giornalista, manifestando contro il potere e la corruzione.

Naturalmente non sarà difficile ristabilire il rapporto con il padre, ma il film prenderà una svolta inaspettata, Sadik rivelerà di avere un male inguaribile, riuscirà a fondere il ghiaccio tra lui e suo padre e si arriverà al climax dove lo spettatore non potrà fare a meno di manifestare, commuovendosi, quanta passione e quanti sentimenti umani fanno da contorno in questa bella pellicola.
_ Seguendo le orme di Fassbinder, il regista si mostra propenso a celebrare i valori dell’animo umano, contrapponendo la vita alla morte, l’amore all’odio, felicità a tristezza, intersecando nei dettagli il melodramma popolare dei primi degli anni Cinquanta.

La durezza del confronto tra padre e figlio sottolinea la difficoltà di dialogo nel contesto famigliare. La madre di Sadik è un elemento che mantiene uniti tutti i personaggi, estremizzando, nei dialoghi serrati a tal punto da ricordare quasi le frenesie fraseologiche dei film di Chabrol, un continuo parlare e ribattere che mantiene viva la messa in scena del racconto che fa gioco forza sull’uso della lingua originale.
_ Poi il dramma ripiega in momenti di felicità quando, utilizzando un piccolo proiettore di pellicole, il nonno fa ricordare al piccolo Deniz che suo padre rivive ancora davanti a lui.
_ Il regista Irmak, dopo una laurea in scienze della comunicazione nel settore televisivo, incomincia a girare i primi cortometraggi e produzioni televisive ottenendo molti riconoscimenti nella propria nazione. Successivamente con il primo lungometraggio Sans Bana Dile (Wish Me Luck) del 2001, di cui è anche sceneggiatore, riesce a mettersi in mostra nel mercato internazionale, arrivando a quest’ultimo lavoro che speriamo non venga dimenticato negli archivi del Festival di Taormina.

Reg./Dir.: Cagan Irmak
Scen./Script: Çağan Irmak
Fot./Phot.: Rıdvan Ülgen
Mont./Ed.: Kıvanç İlgüner
Scg./Art Dir.:Murat Güney
Cost.:Canan Çayır Mus.: Evanthia Reboutsika
Cast: Çetin Tekindor, Fikret Kuşkan, Hümeyra Şerif Sezer,Yetkin Dikinciler,Binnur Kaya Nergis Çorakçı, Mahmut Gökgöz, Ege Tanman
Prod./Distr.: AVSAR FILM World Sales: Özen Film Contact: Avsar Film