“La versione di Barney” di Richard J. Lewis

La vita secondo Barney

Venezia 67. Concorso
La straordinaria vita di un uomo ordinario, Barney Panofsky, e del suo amore per la moglie Miriam. Un film che arriva dritto al cuore, anche grazie alla straordinaria prova di Paul Giamatti e di tutto il cast.

La vita di Barney Panofsky, secondo lo stesso Barney, come dice il titolo: un uomo apparentemente ordinario ma che si rivela straordinario per la sua generosità e capacità di amare. Dai suoi anni di gioventù bohemien a Roma, tra artisti squattrinati e un matrimonio presto fallito tragicamente, alle sue seconde nozze con una ragazza facoltosa quanto viziata e succube dei genitori, anch’esso destinato a concludersi presto e tragicamente, passando per il rapporto tormentato con il suo migliore amico Boogie, scrittore tossicodipendente, e con il non troppo convenzionale padre. E poi, soprattutto, del suo grande amore, di quelli con la A maiuscola, Miriam, la terza moglie e compagna di una vita.

Tratto dal bestseller dello scrittore canadese Mordecai Richler La versione di Barney, che ha avuto grande successo anche in Italia, una pellicola che arriva dritta al cuore, diretta con eleganza da Richard J. Lewis, decano produttore, autore e regista di C.S.I. al suo secondo lungometraggio. Richler stesso aveva lavorato alle prime stesure della sceneggiatura, fino alla sua morte avvenuta nel 2001; lo script finale, di Michael Konyves, evita sapientemente tutte le trappole dell’adattamento di un grande romanzo, come la prosaicità e la narrazione in voice over, condensando argutamente eventi e personaggi e riuscendo a mantenere quel senso di soggettività che nel libro era intrinseco al racconto in prima persona.

Ma a brillare, giustamente, è l’indovinatissima scelta di un cast strepitoso, in primo luogo Paul Giamatti, che offre la miglior interpretazione della sua carriera e dà corpo ed anima all’irriverente personaggio nato dalla penna di Richler, prova tutt’altro che facile: Giamatti commuove, diverte, fa arrabbiare, riesce a far attraversare al suo personaggio quarant’anni di vita senza perdere per un istante credibilità ed essendo autentico a trenta come sessant’anni, come amante e traditore, amico e nemico, padre e donnaiolo impenitente, sano e malato. Al suo fianco, un Dustin Hoffman di cui sarebbe quasi pedissequo sottolineare la grandiosità, e poi Scott Speedman, Minnie Driver e Rosamund Pike, la cui interpretazione “understated”, tipica della scuola britannica, si addice perfettamente al ruolo di Miriam, grande amore di una vita per Barney.

Forse alcuni storceranno il naso, come spesso capita in caso di qualsiasi adattamento di un grande romanzo, o forse perché la regia di Lewis è controllata ma senza uno stile particolarmente distintivo. Ma gli stessi critici, se osserverete attentamente, indosseranno un paio di occhiali da sole, con lenti molto scure, per nascondere le lacrime che faranno capolino anche per i più duri e cerebrali. E quando un film parla direttamente all’anima e al cuore saltando la mente, cos’altro resta da dire?

Titolo originale: Barney’s version
Nazione: Canada, Italia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 132’
Regia: Richard J. Lewis
Cast: Paul Giamatti, Dustin Hoffman, Rosamund Pike, Minnie Driver, Rachelle Lefevre, Scott Speedman, Bruce Greenwood, Macha Grenon, Jake Hoffman, Anna Hopkins, Thomas Trabacchi
Produzione: Serendipity Point Films, Fandango, Lyla Films
Distribuzione: Essential Entertainment, Fandango, Medusa
Data di uscita: Venezia 2010 (cinema)