“Blackhat” di Michael Mann

L'uomo dietro i bit

Prima una centrale nucleare cinese, poi una speculazione finanziaria sul prezzo della soya alla borsa di New York. La matrice è unica, ma cosa si nasconde dietro questi attacchi chirurgici? Nessun attentato dinamitardo né assalto armato: tutto nasce e si diffonde premendo il tasto di un computer, attraverso la rete che tutto connette. Per risolvere l’enigma viene attivata una task force transgovernativa tra Cina e Stati Uniti, con l’aiuto del genio informatico (e criminale) Nicholas Hathaway (Chris Hemsworth), scarcerato per l’occasione.

Blackhat: sono gli hacker cattivi, malintenzionati. L’onnipotenza informatica al servizio di una mente criminale. Sono invisibili, ma fanno paura (e danni concreti, non binariamente virtuali). Il geniale e rigoroso Michael Mann testa le immense potenzialità – in negativo – di una di queste figure che tutti temono e che sembrano avere le chiavi – o le password – del mondo conosciuto e non. Ma ogni malvagio senza scrupoli ha la sua nemesi. Non sarà un whitehat (non esiste, e qualche problemino con la giustizia l’ha avuto anche lui), ma Hathaway ha un senso morale, spiccatissimo. Non si ruba al popolo (alle banche si), non si tradiscono gli amici e, per fare la cosa giusta, si va fino in fondo, a qualsiasi costo.

E’ una caccia all’uomo senza tregua Blackhat. Dagli States al Far East, da Hong Kong a Giacarta, in quell’Asia che rappresenta allo stesso tempo il futuro tecnologico della nostra specie e le contraddizioni politico economiche di nazioni emergenti. Mann asciuga la trama – salvo concedersi qualche pausa mirata -, taglia i raccordi, balza da un luogo all’altro del pianeta in un click. Prende una storia già sentita e una formula già vista e la rielabora e trasforma restando all’interno del genere. La sua specialità. Quando sembra tutto già visto, sono gli occhi ad accorgersi per primi che invece è proprio il contrario.

Lo straordinario talento visivo del regista di Collateral non è mai stato in discussione. Così non sorprendono le raffinate riprese notturne capaci di sfruttare tutte le potenzialità di una fotografia digitale in “purezza”, perfetta per sposarsi con le incursioni nanometriche all’interno delle fibre ottiche e dei circuiti elettronici che governano il mondo. Metropoli sterminate si confondono con periferie arcaiche, unificate ormai dal minimo comune denominatore della rete. Così i criminali del web hanno comunque bisogno di una mano armata, e le intangibili speculazioni finanziarie necessitano di materie prime che le rendano possibili. Una realtà fatta di opposti che sembra assottigliare ancora di più quella fascia dell’1% che comanda, senza dimenticare però che dietro tutti quegli impulsi elettronici c’è sempre dietro la mano dell’uomo.
Ma in un mondo corrotto e alla mercè del più scaltro e spietato, esistono ancora paladini della rettitudine (morale, non giudiziaria).

Il film è stato un fiasco al botteghino in America, nonostante avesse tutte le carte in regola per essere letto come un godibile thriller a sfondo informatico. Certo la personalità spesso non aiuta quando ci si confronta con il grande pubblico. Ma con Blackhat si ha la possibilità di godere di grande cinema e piacevole intrattenimento, perché non approfittarne?

Titolo originale: Blackhat
Nazione: U.S.A.
Anno: 2015
Genere: Azione, Drammatico, Thriller
Durata: 135′
Regia: Michael Mann
Sito ufficiale: www.blackhatmovie.co.uk
Sito ufficiale: www.blackhatfilm.it
Social network: facebook, twitter
Cast: Chris Hemsworth, Viola Davis, John Ortiz, William Mapother, Manny Montana, Ritchie Coster, Holt McCallany, Jason Butler Harner, Spencer Garrett, Tracee Chimo, Wei Tang
Produzione: Forward Pass, Legendary Pictures
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 12 Marzo 2015 (cinema)