“Caos Apparente”: Gianluigi Colin a Pordenone

In mostra fino al 12 gennaio 2014 alla Galleria Pizzinato

“Ne sutor ultra crepidam” avvertiva un saggio, sollecitando a non volere esibire conoscenze che non si hanno, invadendo campi di altrui spettanza.

Colin, art director del Corriere della Sera, assicuratosi un posto di prestigio come esperto d’arte per gli articoli del giornale, non si è invece accontentato e ha varcato il limite che da sempre separa creatore dell’opera e critico della stessa. Ecco quindi che riprendendo una tecnica già nota e sperimentata in passate Biennali, ricorre al collage di ritagli di giornale, fotografie, parole e immagini che si integrano e completano per restituirci la caotica realtà del tempo presente.

Tempo che appare immobile, quando tutto sembra che sia già stato detto dopo i tagli di Fontana e i sacchi di Burri, ma che invece, scorrendo lo sguardo sulle trentamila immagini appese e le duecentocinquanta adagiate sul pavimento, ci si rende conto che ciò non è vero, che tanto resta da dire. Il presente scompare e ciò che è stato visto si ricrea nell’immaginazione di chi guarda, stordito da questo eccesso di messaggi visivi in una allucinazione di sollecitazioni, ansioso di sfuggivi e rifugiarsi nel silenzio benevolo del primo piano. Si tratta di opere che non parlano da sole, ma vanno spiegate e interpretate per capire il progetto artistico ispiratore. Per coinvolgerlo totalmente, il visitatore è invitato con un perentorio: “Obbligatorio fotografare”, a divenire da spettatore passivo ad attivo partecipe di un “work in progress” di un’arte che diviene tale grazie alle molteplici repliche fatte dai visitatori.

Torna ad orgoglio del nostro Presidente della Repubblica, da sempre ospite volonteroso e competente di numerose mostre, avere capito e patrocinato questa arte così anticonvenzionale e di non facile comprensione. Per il visitatore comune che non dispone di uno stuolo di critici, felici di illustrargliela, questo Caos rimane spesso incomprensibile, un assemblage di immagini, un grande Fratello che ci scruta per essere certo che contribuiamo ad accrescere l’archivio, divenendo in tal modo un incubo, un’ossessione visiva da cui fuggire.

La mostra ospita oltre alcune sale di opere dell’itinerario artistico di Colin, due sezioni espositive, quella superiore che stupisce e coinvolge emotivamente con l’irruenza monumentale di trentamila composizioni fotografiche che traducono “l’horror vacui” dell’informazione contemporanea – noi frastornati e bombardati – con cui (ecco il messaggio civile, profondo e impellente, dell’artista) dobbiamo misurarci affrontandola con una visione coraggiosa di critica e di selezione sofferta.

Questo baluardo di criticità è visualizzato nel suo grande pastich intitolato “Democracy” : un invito alla difesa della fragilità della nostra democrazia mediante una lettura quasi eroica della comunicazione.
La sezione posta al piano inferiore – intitolata “relics (relitti) – ci precipita in una visione spettrale di centinaia di mattoni di carta, relitti appunto del mastodonico meccanismo pubblicitario che ci inchioda alla meditazione della vanitas temporis e insieme al doveroso ringiovanimento di quell’archeologia cartacea trasformandola in eterna primavera di una condotta civile.
Da rilevare il dono rilevante e significativo dell’autore alla città di Pordenone di una sua originale installazione: un omaggio al più eminente pittore pordenonese Giovanni Antonio De’ Sacchi detto il Pordenone: una serie di volti tratti dai quadri dell’artista rinascimentale misti a quelli di personaggi della nostra epoca, simbiosi del presente e del passato quale legame che non deve mai spezzarsi per la continuità di suggerimenti etici e culturali.

Nell’arte del pordenonese Colin si rivedono, come accennavamo all’inizio, le grandi installazioni già presenti alle Biennali di Venezia, opere che richiamano quelle di Kevin Coates e dei suoi “frammenti”, anch’esse pagine rubate da un Libro del tempo. Come un eterno divenire in cui, come aveva anticipato Eraclito, “tutto diviene”, dalle installazioni più provocatorie e avveniristiche si ritorna a raccontare il mito, questa primaria fonte espressiva da cui è nata l’arte agli albori della civiltà.

Data: dal 14/09/2013 al 12/01/2014
Luogo: PArCo – Galleria d’arte moderna e contemporanea di Pordenone “A. Pizzinato” – Viale Dante 33, Pordenone
Descrizione dell’evento:
All’esposizione è stata conferita una medaglia del Presidente della Repubblica
Inaugurazione sabato 14 settembre 2013, ore 17.30
ORARIO DI APERTURA
martedì > sabato 15.30 > 19.30
_ domenica 10.00 > 13.00 – 15.30 > 19.30
_ chiuso: lunedì, 1 novembre
Ingresso: intero € 3,00 – ridotto € 1,00