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“Ci vediamo a casa” di Maurizio Ponzi

Stereotipi isterici su un fotoromanzo ingiallito

Maurizio Ponzi è un regista con una carriera di tutto rispetto, basti solo dire che ha iniziato facendo da assistente a Pier Paolo Pasolini. Ha poi diretto attori come Francesco Nuti, Sofia Loren e Nino Manfredi, e ottenuto la gloria televisiva con la serie Il bello delle donne.

Torna, ora, dopo parecchi anni di pausa, a lavorare per il cinema con una commedia, inespressiva e prevedibile, Ci vediamo a casa, che implode al suo interno.

Ci vediamo a casa parla di tre coppie; non è assolutamente un film corale, le varie coppie sono slegate tra di loro, due si sfiorano appena. Ci troviamo in una situazione di tale incomprensione e sconforto per la sceneggiatura che ci viene difficile trovare l’ironia necessaria per affrontarla.

Vilma e Franco vorrebbero tanto mettere su famiglia, ma non hanno la possibilità economica di permettersi una casa. Franco è appena uscito di prigione, Vilma non guadagna abbastanza. Un uomo di mezza età, Giulio, che frequenta le attività e iniziative portate avanti da Vilma, si offre di ospitarli in casa sua. Ma i ritmi di vita di Giulio e quelli della coppia si conciliano a fatica. Forse questa è l’unica delle situzioni più credibili proposte dal regista, ovviamente confrontata con le altre.
Perchè la storia di Gaia e Stefano, due ragazzi viziati, giovani e innamorati, rasenta il ridicolo. Appena lo spettatore sente dire da Gaia, che pare scartata dal casting di qualche reality show, che è laureata in ermeneutica, viene preso dall’istinto di alzarsi e andarsene. Comunque, Gaia, grazie ai soldi di papà “è riuscita” a comprarsi un loft in un quartiere malfamato, che poi così malfamato non è. Stefano si barcamena tra i soldi del padre e il circolo di tennis. Insomma due cuori ribelli che si incontrano e si placano, trovando un compromesso.
E a coronare il tutto compaiono Enzo e Adrea. Enzo vive con la madre, dà ripetizioni e canta nel coro della chiesa. Andrea fa il poliziotto. Si incontrano e si piacciono subito. Ma l’entusiasmo dovrà fare i conti con la realtà.

Al di là dei dialoghi che un pubblico accorto e sveglio riesce a prevedere qualche minuto prima che l’attore di turno pronunci la battuta (provateci, almeno vi divertirete), al di là delle strascicate vicende umane / parasociali di cui le coppie si fanno portavoce, quello che lascia sbigottiti (ebbene sì, c’è dell’altro) è la fotografia sgranata, sfacciatamente televisiva, datata anni ’80, e l’audio amatoriale.
Ci vediamo a casa vorrebbe proporre una realtà contemporanea – la giovane coppia senza soldi, i due borghesi indifferenti e i guai con la finanza, la coppia omosessuale tra segreti e integrazione – ma il risultato è la crezione di stereotipi isterici, impersonati da fotografie di un fotoromanzo ingiallito.

Titolo originale: Ci vediamo a casa
Nazione: Italia
Anno: 2012
Genere: Commedia
Durata: 108′
Regia: Maurizio Ponzi
Cast: Ambra Angiolini, Nicolas Vaporidis, Myriam Catania, Antonello Fassari, Giuliana De Sio, Primo Reggiani, Edoardo Leo, Giulio Forges Davanzati, Federico Rosati, Alessandro Nardocci
Produzione: Dalex Film s.r.l., Rai Cinema
Distribuzione: Microcinema
Data di uscita: 29 Novembre 2012 (cinema)