VOCI E ANIME, CORPI E SCRITTURE CONVEGNO INTERNAZIONALE PER I 150 ANNI DELLA NASCITA DI ELEONORA DUSE 1858-2008
Venezia, Auditorium di S. Margherita
Eleonora o la metamorfosi
di Elena Bucci e Paolo Puppa
con Elena Bucci
venerdì 3 ottobre – ore 21.00
Una notte di Eleonora
di Paolo Puppa
con Milena Vukotic
sabato 4 ottobre – ore 21.00
Il 3 e 4 ottobre alle ore 21.00 nell’Auditorium di S. Margherita verranno presentati in prima assoluta due monologhi, Eleonora o la metamorfosi e Una notte di Eleonora interpretati rispettivamente da Elena Bucci e Milena Vukotic. Le due serate sono inserite nell’ambito del convegno internazionale Voci e anime, corpi e scritture organizzato, in occasione dei 150 anni dalla nascita di Eleonora Duse, dal Dipartimento di Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Culturali e dalla Fondazione Giorgio Cini con il contributo della Regione Veneto.
venerdì 3 ottobre – ore 21.00
Eleonora o la metamorfosi di Elena Bucci e Paolo Puppa
regia e interpretazione di Elena Bucci
musiche dal vivo di Andrea Agostini
Produzione Le Belle Bandiere
Scritto a quattro mani da Paolo Puppa e dall’interprete stessa, questo monologo attraversa fasi successive della carriera teatrale e umana di Eleonora Duse, nell’alternanza dei trionfi e delle crisi frequenti, in una spirale ascendente che trasforma a poco a poco l’incerta interprete misconosciuta nella star mondiale che ha fatto impazzire uomini e donne al di qua e al di là dell’Oceano Atlantico. L’attrice è ripresa in sequenze diverse, flash che illuminano da un lato l’inevitabile discontinuità umorale e dall’altro la progressiva costruzione del mito. Così si passa dai momenti faticosi in cui la protagonista si inchina davanti a grandi modelli ancora attivi nella ribalta italiana ottocentesca, cercandone protezione e promozione, a quelli del potere in cui si sottrae davanti alle pressioni esercitate su di lei da postulanti e da giovani ambiziosi alla ricerca del suo aiuto. Ma nelle stazioni di questa avventura tanto insolita, consegnata all’azione inesorabile del tempo che muta in Eleonora prospettive, equilibri, condizioni, repertori, valutazione di sé e degli altri, si afferma il culto del lavoro, della responsabilità manageriale e culturale della donna che riesce ad imporsi, nonostante contrasti, resistenze, ostilità, malattie, e a ergersi ad eroina che rappresenta ed esprime nervi, sogni, fantasie, istanze trasgressive e impulsi ideali di più di una generazione femminile. Elena Bucci, da sola in scena, sfoggia il proprio temperamento autonomo e personalissimo che ne ha fatto una figura insolita nel panorama nazionale.
sabato 4 ottobre – ore 21.00
Una notte di Eleonora di Paolo Puppa
con Milena Vukotic
regia di Terry D’Alfonso
musiche dal vivo di Paola Fasolo al violino, Caterina Rossi al violoncello
Produzione EFFEEGI 2007 srl
Eleonora Duse incontra nei mesi che precedono Caporetto un giovanissimo ufficiale siciliano, Luciano Nicastro e per oltre un anno intrattiene con lui una fitta corrispondenza materna, protettiva, dove però i sentimenti investiti appaiono più complessi e morbidi. Ne abbiamo testimonianza in tre volumetti, scritti pochi anni dopo, dallo stesso Nicastro, che racconta in termini nostalgici e accenti religiosi di questa strana relazione. Ebbene, Paolo Puppa rielabora i materiali in un monologo notturno, dove l’apprensione per la vita del soldatino si mescola a un’autentica passione che l’attrice, nel periodo tormentato della lontananza dal palcoscenico, manifesta a strappi, tra pudori e soprassalti dell’antica consuetudine a impossessarsi emotivamente della persona amata. Così, in qualche modo, l’identità del figlio simbolico si stinge quasi di venature passionali, e riemergono le feticistiche abitudini di Eleonora, tra smanie epistolari, attese maniacali di risposta, perentori inviti ad incontri fugaci, palpiti e ansie, come se non si trattasse di un ragazzo ma dei fantasmi di precedenti amanti, tra Arrigo e Gabriele. Scandito dal suono di un violoncello e di un violino, il copione viene affidato dall’autore all’arte discreta e suggestiva di Milena Vukotic che si cala nei panni della Divina con pudore allusivo e grande spirito immedesimativo.






