Fondazione Teatro Due
EMIGRANTI di Slawomir Mrożek
traduzione Silvano De Fanti
con Massimiliano Poli, Angelo Romagnoli
musiche e spazio sonoro Stefano Jacoviello
luci Luca Bronzo – realizzazione spazio scenico Mario Fontanini
regia Jerzy Stuhr
produzione Fondazione Teatro Due un progetto di lalut – centro di ricerca e produzione teatrale
con il sostegno di Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo in collaborazione con Comune di Siena/Festival Voci di Fonte
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Prodotto da Fondazione Teatro Due e interpretato da Angelo Romagnoli e Massimiliano Poli, Emigranti debutterà a Teatro Due in prima nazionale venerdì 23 ottobre alle ore 21.00 (con repliche fino all’ 8 novembre).
Emigranti è un dialogo serrato, fatto di crudeltà sottili e accenti affettuosi nascosti fra le pieghe di un litigio continuo, fra XX e AA, due emigrati da un paese ‘a democrazia limitata’. Contadino l’uno, nostalgico e disonesto, intellettuale presumibilmente fallito e frustrato, l’altro. I due si trovano in uno spazio sotterraneo attraversato da tubi fognari. Ognuno con il proprio bagaglio di oggetti e di incubi , mentre sopra scorre la vita vera. Il gioco teatrale si svolge in questo microcosmo appartato che si regge sul riconoscimento reciproco di questi due reietti.
Le due voci si danno contrappunto a vicenda durante una notte di Capodanno, in una competizione patetica, paradossale nel gioco degli inganni che si è stabilito fra i due, la cui differenza si esprime con ferocia nei momenti di calma apparente, lasciando spazio solo nei litigi più aspri alla consapevolezza di un’unione che li affratella nel segno della paura e della fuga.
I dialoghi di Mrożek creano un gioco in cui si esprimono le strategie di sopravvivenza, di sopraffazione e di riscatto dei due personaggi, fino all’esito finale. Un piccolo capolavoro drammaturgico in cui vive un’aura metafisica, meno rarefatta e più picaresca, vicina a quella pinteriana. Lo scarto tra Pinter e Mrożek indica una “via italiana” alla rappresentazione di Emigranti, con due uomini di diverse estrazioni sociali che non trovano affermazione di sé, costretti all’assurdo sulla base di un rapporto controverso con la loro origine e con la loro confusa destinazione. Un testo di forte attualità che può aiutare a far capire non solo coloro che sono costretti ad emigrare, ma anche i problemi di chi vive accanto a loro.
Attore e regista polacco Jerzy Stuhr è una delle stelle più brillanti del panorama artistico e teatrale dell’Est Europa; in teatro lo si ricorda per la sua interpretazione ne Il contrabbasso di Patrick Süskind e nella versione italiana di Ceneri alle ceneri diretto da Harold Pinter, ma il massimo della sua popolarità si deve al suo lavoro nel mondo del cinema dove è stato diretto da tutti i più grandi registi del suo paese, da Holland a Kieslowski, di cui è stato prima l’attore prediletto e poi l’erede artistico. In Italia ha recentemente dato vita allo straordinario personaggio del produttore polacco Jerzy Sturovski ne “Il Caimano” di Nanni Moretti.
Basta una frontiera dove da una parte ci sia una vita più comoda e gradevole, per far iniziare, dall’altra parte, il problema del migrare – afferma Jerzy Stuhr. Emigranti é basato su due personaggi sospesi nel vuoto, due estranei insicuri di se stessi ma sempre uniti, incapaci di staccarsi l’uno dell’altro. Per questo, forse Mrožek li ha chiamati AA e XX, prime e ultime lettere dell’alfabeto…
Informazioni e Biglietteria 0521/230242 – [biglietteria@teatreodue.org->biglietteria@teatreodue.org] . www.teatrodue.org






