28 aprile 2009
Associazione culturale Alma Rosé
Gente come uno Argentina. C’era una volta un Paese ricco e ora non c’è più.
Progetto Memoria del Presente a cura di Annabella Di Costanzo, Manuel Ferreira, Elena Lolli – regia Elena Lolli – luci Andrea Violato – fotografie Bruna Orlandi, tratte dalla mostra Que se vayan todos
con Manuel Ferreira
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In scena un testimone, l’attore, argentino di Buenos Aires, che lancia un grido di rabbia. Rabbia nel vedere un Paese ricco e abbondante di risorse ritrovarsi oggi privato di tutto, rabbia nel vedere la gente piegata, senza lavoro, senza casa, senza copertura medica, rabbia di vivere nella paura del futuro, di non sapere più cos’è un popolo, una nazione, una patria.
Si tratta di persone di classe media, “gente come uno”, per usare un’espressione convenzionale, donne e uomini che si chiedono: e adesso?
Adesso ci si domanda come si è arrivati fin qui, che cosa bisognava guardare invece di girare la testa dall’altra parte. Adesso ci si scopre persone che hanno perso ogni rapporto con la politica, persone distratte, abituate a vivere dentro un benessere apparente. Ma, adesso, in Argentina si muore di fame.
Il lavoro non c’è più, le fabbriche chiudono, i risparmi sono bloccati, la repressione è violenta. Restare ancora chiusi nelle proprie case è impossibile.
E’ così che la classe media scende per la prima volta in piazza a battere le pentole, organizza assemblee di quartiere per organizzare proteste e risolvere problemi concreti. La gente si mescola, cerca il modo di autorganizzarsi, di autogestirsi, sapendo di potersi salvare solo se unita e partecipe di una politica nuova, che non è più quella dei politici. Gli invisibili diventano visibili, i cartoneros – i poveri dalla periferia – entrano in città a separare e raccogliere la spazzatura e i piqueteros – i disoccupati della provincia – da sempre tenuti distanti e accusati di creare disordine con il blocco delle strade, vengono invece accolti dai commercianti con pane e mate.
Quale il futuro di questa situazione non si sa. Tante domande, tante paure, una necessità, quella di non distrarsi mai più, quella di non girarsi mai più dall’altra parte, di essere tutti – non solo gli Argentini – vigili e presenti per evitare che altri luoghi di questo nostro difficile presente diventino “un’altra Argentina”.
BIGLIETTI: INTERO: 19,00 € RIDOTTO GIOV- ANI (under 26): 14,00 € – RIDOTTO ANZIANI (over 60): 10,00 €
PRENOTAZIONI – ACQUISTI: È possibile prenotare nelle seguenti modalità:
– via e-mail scrivendo a [biglietteria@teatrolibero.it->biglietteria@teatrolibero.it]
– Online collegandosi al sito www.teatrolibero.it
– chiamando allo 02-8323126






