domenica, Giugno 7, 2026
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I cofanetti di “Lost” – parte I

Tra DVD e peer to peer: le nuove frontiere della televisione

E’ Lost la serie tv più amata dagli italiani nel 2008, con un posto da primato nella classifica delle serie tv più vendute in DVD redatta da GFK (la quarta società di ricerche di mercato del mondo). La terza stagione completa, a sei mesi dall’inizio dell’anno, e’ ancora saldamente al comando della Top Ten 2008.

Il successo appare ancor più evidente considerando che la top five vede Lost stagione 3 in pole position, Lost stagione 2 al terzo posto con un cofanetto uscito nell’anno 2007 e Lost stagione 1 al quinto posto con un cofanetto uscito nel 2006 (al sesto posto in classifica troviamo la terza stagione di Desperate Housewives, all’ottavo posto la sesta stagione di Scrubs, al nono posto la terza stagione di Grey’s Anatomy).

La ricerca sembrerebbe contrastare con i dati d’ascolto non proprio entusiasmanti, soprattutto quelli della TV generalista, il cui esperimento di una collocazione nel palinsesto estivo sembra essere miseramente fallito. Tuttavia il fenomeno dei DVD è tutt’altro che inaspettato.
Il 7 febbraio dello scorso anno una ricerca simile, pubblicata dal New York Daily News aveva già mostrato risultati interessanti: Lost impazza sui Ti-vos americani, piazzandosi in cima alla classifica degli show televisivi più registrati negli US. E ancora Aldo Grasso, sempre nel febbraio 2007, nel tentativo di spiegare la crisi di ascolti attraversata dalla programmazione italiana della seconda stagione di Lost, sdoganava il tabù del peer-to-peer spiegando alla nazione intera (e alla Rai!) che il core fandom, ovvero i fan duri e puri, semplicemente avevano “scaricato” la serie da Internet e l’avevano vista comodamente sullo schermo del loro PC.

Home video, sistemi di registrazione digitale e peer to peer rappresentano dunque solo alcune delle nuove frontiere della fruizione di show televisivi che, di fatto, televisivi sono sempre meno se è vero che estetica e linguaggio si mostrano più vicini alle convenzioni cinematografiche e la ricezione passa sempre meno attraverso il “piccolo schermo”. Il calo di ascolti, allora, sembrerebbe evidenziare non tanto un limite intrinseco del prodotto televisivo o del suo pubblico quanto, piuttosto, una deficienza del medium e in particolare della televisione generalista. Tale limite si evidenzia non solo per Lost, ma anche per molte altre serie altamente serializzate la cui fruizione sembra, pian piano, privilegiare altri canali distributivi (si pensi anche al successo di iTunes in America, dove è possibile effettuare il download delle puntate al costo di 1,99$) e piattaforme che ne hanno progressivamente riconfigurato le modalità di consumo.

Tornando ai DVD (nel caratteristico packaging a cofanetto che fa letteralmente impazzire i collezionisti), essi consentono una fruizione “libera e personalizzabile” che rispetta i tempi e le necessità dell’utente, ma soprattutto permettono una visione molto più attenta al dettaglio. Ed è questo un aspetto fondamentale per una serie come Lost la cui struttura narrativa è talmente complessa da non ammettere in alcun modo le distrazioni tipiche della fruizione televisiva: il chiacchiericcio domestico in sottofondo, la telefonata o semplicemente il comune zapping degli stacchi pubblicitari rischierebbero infatti di minarne la comprensione.

PARTE II