“IL MONOLOGO DI ARLECCHINO” DI CLAUDIA CONTIN

La vulcanica Claudia Contin torna a presentare a teatro le avventure del suo Arlecchino, alle prese con il commercio d'anime

Polcenigo (Pn)- Claudia Contin, interpreta “Il monologo di Arlecchino”, in una messa in scena rispettosa della tradizione ma mai scontata delle disavventure del dissacrante giullare di Venezia.

Ovviamente – e non potrebbe essere altrimenti – “Il monologo di Arlecchino” è uno spettacolo in dialetto, che solo i lettori che hanno familiarità con la parlata veneta o furlana apprezzeranno pienamente. Ma ciò non ne fa uno spettacolo triviale. Popolare sì, Arlecchino è popolare o non è Arlecchino.

Innanzitutto perché anche i dialetti del nord-est, spesso schifati dal grande teatro o dal grande cinema, hanno il diritto un posto al sole nel mondo dello spettacolo. In secondo luogo perché l’attrice fa parte della Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone, che da nove anni rivisita i temi classici della Commedia dell’Arte. Così anche la figura di Arlecchino viene qui interpretata in modo da non tradire lo spirito tradizionale del personaggio, ma arricchendolo di sprazzi di modernità. L’opportunità persa, piuttosto, è stata quella di non aver approfittato dell’irriverenza e della spavalderia di Arlecchino per fare della satira. Le occasioni non sarebbero mancate e di questi tempi se ne si sente la mancanza, non solo televisiva.

“El diavolo ha morto”, lo annuncia l’Arlecchino della brava e straordinariamente energica Contin, che si dichiara fedele servitore del diavolo e che si ritrova la scomoda eredità dell’ex padrone fra le mani. Arlecchino è così costretto a inventarsi un improbabile mestiere, quello del venditore di anime che, assai comicamente, si sforza di piazzare agli spettatori.

Una trama rispettosa delle genuine tradizioni del personaggio per un’interpretazione fedele della maschera veneziana, cui Claudia Contin è profondamente legata. L’attrice infatti ha vinto con un altro spettacolo ma con lo stesso personaggio il premio Adelaide Ristori al Mittelfest 2004. Il suo è un Arlecchino estremamente maschile, che non censura il linguaggio e la gestualità, a volte volgari, ma che sono una parte irrinunciabile del personaggio.

Alla fine dello spettacolo, agli applausi degli spettatori del piccolo Teatro Comunale di Polcenigo, in provincia di Pordenone, la Contin-Arlecchino ha potuto rispondere, fingendo un teatrale imbarazzo: “Grassie signori grassie, infinitamente grassie”.

“IL MONDOLOGO DI ARLECCHINO”
Spettacolo comico-grottesco per anime perse
Interpretato da: Claudia Contin
Regia: Ferruccio Merisi.
www.arlecchinoerrante.com