IPPOLITO CAFFI, VIAGGIO IN ITALIA 1837 – 1864

Un viaggio attraverso l'Italia con Ippolito Caffi

Trentadue opere del pittore bellunese esposte a Cà Pesaro per un piccola monografica sull’autore.

Presso la Galleria d’arte moderna di Cà Pesaro a Venezia è possibile ammirare una trentina di quadri di Ippolito Caffi tutti provenienti dal deposito della Galleria stessa.

La mostra curata da Flavia Scotton, attuale conservatrice della Galleria di Cà Pesaro, è essenziale dal punto di vista delle informazioni sull’autore per far sì che siano i quadri a parlare al visitatore e fornirgli quelle conoscenze che cerca.

Nato nel 1809 a Belluno, Caffi fu l’artefice di un primo passo verso la svolta nella pittura veneziana di paesaggio che si compirà, poi, con Guglielmo Ciardi e Pietro Fragiacomo.
Legato alla lezione di Canaletto, Caffi si forma all’Accademia veneziana dal 1825 frequentando i corsi di Teodoro Matteini, ritrattista settecentesco, di Tranquillo Orsi, reso noto per aver affrescato il gran Teatro la Fenice dopo l’incendio del 1836 e Francesco Bagnara scenografo e vedutista.

Il primo quadro esposto è il Pantheon dipinto a Roma nel 1837, come ci dice Caffi stesso con una breve frase che accompagna la firma dell’autore sulla destra del quadro. Questa indicazione potrebbe non voler dire nulla agli occhi dell’osservatore inesperto, ma chi conosce almeno in parte l’opera di questo celebre pittore, sa che il fatto di averlo dipinto in loco e non averlo ricostruito tornato a Venezia è un primo passo verso l’en plein air di Ciardi.

Nonostante la tecnica di Caffi sia ancora legata alla ricostruzione in studio di ambienti di chiaro stampo vedutista, il tentativo di svincolarsi dal canone di Canaletto comincia ad essere presente, anche se con qualche indecisione . Nel suo viaggio per l ‘Italia di cui riporta splendide immagini dei luoghi e dei costumi tipici, a volte cade nel vedutismo più rigido, come si può notare nel Colosseo del 1843, altre volte si lascia andare alla descrizione suggestiva ed evocativa come nel Volo sul pallone del 1847 in cui un probabile Tevere si allontana sempre di più se visto dall’alto di un leggero pallone che sembra avvicinarsi al sole.

Una nuova ricerca nello studio della luce orientata verso un maggiore realismo, che troverà pieno compimento nei dipinti ‘orientali ‘ fatti durante i soggiorni in Grecia, in Siria ,in Egitto e in Turchia ( presenti nella collezione permanente di Cà Pesaro ), si trova già nel Monte Pincio di mattina dipinto il 6 giugno del 1846 : la mattina estiva, quando l’aria è ancora fresca e la luce è tersa viene evocata in questa piccola tela di uno scorcio romano.

Anche il Foro Traiano rompe con la raffigurazione neoclassica delle rovine: lo sguardo di Caffi non evoca una cultura passata da far risorgere, ma è solo registrazione di una immagine del suo viaggio e così, nella sua realisticità, viene colta, come una cartolina di un angolo romano.
Gli ultimi quadri della mostra sono dedicati alle opere della piena maturità del pittore.
Il soggetto preferito di questi quadri è Venezia vista in tutte le situazioni pittoricamente più interessanti ( per avere un buon esempio del Caffi pittore veneziano basta salire al piano superiore del museo e vedere la Venezia: neve e nebbia del 1842 ). Nella Serenata sul Canal Grande mette in atto un singolare gioco tra il buio della notte e le torce della gente o nella Sera del Carnevale del 1860 fa illuminare la folla dai bagliori della festa.
Le due salette al pian terreno che ospitano questa mostra sono state lasciate libere nel restauro di Cà Pesaro perché ospitassero esposizioni temporanee e questa di Caffi è una delle prime dedicate ad un artista la cui maggior parte delle opere è conservata dal 1889, per volontà della vedova Virginia Missina, nel vastissimo e interessantissimo deposito del museo.

Si spera che questa sia solo la prima di una lunga serie di fortunate e gradevoli mostre che possano rendere visibili a tutti i capolavori dei grandi artisti della pittura veneziana dell’Ottocento troppo spesso considerata solo un’ombra nella totalità della pittura Italiana del secolo XIX.

IPPOLITO CAFFI, VIAGGIO IN ITALIA 1837 – 1864
Dal 12 gennaio 2004 al 29 febbraio 2004 Venezia, Galleria d’arte Ca’ Pesaro
Santa Croce, 2076
tutti i giorni dalle 10 alle 17, chiuso il lunedì
Info: 041/2747607