venerdì, Luglio 31, 2026
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“Il grande capo” di Lars Von Trier

Il teatro dell'assurdo di Von Trier

Il regista Lars Von Trier ci immerge in un nuovo film, una commedia parlatissima, molto surreale, sorprendendoci e divertendoci, in attesa del capitolo finale della sua trilogia americana.

Ravn (Peter Gantzler) è il proprietario di una società di informatica, deciso a venderla ad un gruppo di islandesi, i quali insistono nell’incontrare “il grande capo”. In realtà costui non esiste, è un nome senza volto; Ravn si serviva di ciò per prendere decisioni impopolari nei confronti degli altri sei fondatori “anziani”. Di conseguenza è costretto ad assumere un attore per interpretare la parte.
Kristoffer (Jens Albinus) è l’attore; un attore fallito, amante del grande maestro Gambini, il quale si cala un po’ troppo nel ruolo, mettendo a dura prova il suo spessore morale.
Per Kristoffer è l’occasione d’oro per realizzare il suo sogno, interpretare un grande ruolo, ma dominare i sei creatori e creativi della società è faticoso. Di fronte a questi è poco credibile e la sua diviene una pessima recita. Kristoffer, come “grande attore”, è messo in crisi (qui il regista gioca molto sul concetto dicotomico tra teatro e vita, finzione e realtà, suscitando una saggia ilarità).

Ma la commedia non vive senza interruzione, afferma la voce fuoricampo del regista che ci conduce in questa bizzarra e stravagante storia; un nuovo personaggio la spezza per ridare ordine.
È l’ex moglie di Kristoffer, l’avvocato della società islandese pronta all’acquisto, che sa benissimo che tutto è un’invenzione e che Ravn scarica errori su un capo che non esiste per vendere la società creata con gli altri e licenziarli.
Ora non è più l’attore ad essere messo in crisi perché poco credibile, ma l’uomo Kristoffer; il suo lato umano, la sua sensibilità. Chi sono? Un mostro al servizio perverso e scellerato di Ravn, in un mondo dove tutti si sentono vittime del grande capo. Ma Kristoffer è il regista di questa società, lui l’attore che muove le fila; vuole invertire il ruolo di Ravn, rubargli il posto, farsi amare.
Il teatro dell’assurdo di Lars Von Trier cede il posto a quello sentimentale, ma la commedia della vita prosegue.
Kristoffer è il grande capo del grande capo ed inizia la sua ascesa di simpatia verso gli altri: la gita, prima proibita, il ristorante, l’abbraccio di gruppo.

E’ la commedia della vita che ha sempre il sopravvento, e gli “idioti” di Lars Von Trier sono solo dei geni, spassosi come il maestro Lars Von Trier passato, in questo suo nuovo lavoro cinematografico, dallo stile “Dogma”, in cui recuperava la verità, la spontaneità e la capacità di invenzione del mezzo cinematografico, all’Automavision, una macchina da presa sugli attori che poi il computer procede ad indirizzare con soluzioni random da prendere o lasciare; ma le riprese sono a luce naturale senza effetti, proprio sullo stile dogma tanto caro al regista.

Titolo originale: Direktøren for det hele
Nazione: Danimarca, Svezia
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 99′
Regia: Lars von Trier

Sito italiano: www.luckyred.it/ilgrandecapo
Cast: Benedikt Erlingsson, Iben Hjejle, Anders Hove, Jens Albinus, Jean-Marc Barr, Casper Christensen, Peter Gantzler
Produzione: Memfis Film, Slot Machine, Zentropa Productions, Zentropa Real ApS, Zik Zak Kvikmyndir
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 05 Gennaio 2007 (cinema)