“Il mio migliore incubo” di Anne Fontaine

Una strana coppia

Anne Fontaine (regista del pallido Coco Avant Chanel) alla passata edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma ha presentato Il mio miglior incubo, una commedia colorata, arguta, che esce ora sui nostri schermi.

Le differenze e gli scontri tra classi sociali, le astrazioni intellettuali della borghesia chic parigina, vengono presi di mira dalle Fontaine attraverso i due protagonisti, interpretati, con ironico ardore, da Isabelle Huppert e Benoit Poelvoorde.

Agath (Huppert) vive in un elegante appartamento di 200mq, nel centro di Parigi, con il compagno Francois e il figlio Sébastien. Gallerista professionale e combattiva, madre presente ai minimi livelli, moglie gelida (Francois la definisce “un pinguino”), si muove altera tra allestimenti e riunioni con i genitori. Incapace di accettare un figlio che non mostra attitudine alle arti, se non quelle dei videogiochi, si vede sbatacchiare la sua impassibile routine dall’arrivo di Patrick (Poelvoorde). L’uomo è il padre di Tony, nuovo fraterno amico di Sébastien.
Infaticabile bevitore disoccupato, ma uomo dai mille lavoretti, appassionato di seni grossi, Patrick sogna di aprire un autolavaggio con spogliarelliste.
L’amicizia tra i rispettivi figli, lega le vicissitudini due universi lontani, quello di Agath e quello di Patrick. A poco a poco, non solo Patrick svela il mondo femminile a Francois, rinchiuso in uno schema che crede eterno, ma trascina Agath verso confini molto lontani dall’ élite di appartenenza.

Ne Il mio migliore incubo c’è un concreto, spesso, linguaggio sarcastico, che gioca con una elaborata ingenuità, espressa attraverso la stravaganza alcolica di Patrick. La Fontaine ha svolto un perspicace lavoro di scrittura, svelando, con penna pungente e ritmo infaticabile, i conflitti che avvolgono le relazioni sociali.

Tuttavia il finale stride. Un attrito, che frena la spontaneità vincente de Il mio migliore incubo; il voler appesantire un finale, già lieto, con un’eccessivo tutti vissero felici e contenti: pare un piccolo segno di cedimento di stile, una mancanza di coraggio, che contrasta con i toni accessi che animano questa commedia.

Comunque, Isabelle Huppert, attesissima in un ruolo “comico”, fa vibrare di simpatia il suo personaggio algido e snob. Benoit Poelvoorde, da parte sua, tiene testa alla Huppert, con una carrellata di battute crude, accompagnate da sguardi altrettanto espressivi.

Una strana coppia che funziona.

Titolo originale: Mon pire cauchemar
Nazione: Francia
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 99′
Regia: Anne Fontaine
Cast: Isabelle Huppert, Benoît Poelvoorde, André Dussollier, Virginie Efira
Produzione: Maison de Cinema, Pathé, M6 Films
Distribuzione: Bim Distribuzione
Data di uscita: Roma 2011
Marzo 2012 (cinema)