Il ventaglio, una storia d’amore
“Ho fatto una commedia di molte scene brevi, frizzanti, animate da una perpetua azione, da un movimento continuo. Vi vorrà una quantità grande di prove, vi vorrà pazienza e fatica ma vuò vedere se mi riesce di far colpo con questo metodo nuovo”.
Così Goldoni presenta “Il ventaglio”.
Mi piace questo testo perché è una storia d’amore sospesa nel tempo e nello spazio: non è collocata da Goldoni in uno spazio preciso, e non ci sono elementi sociali che forzano i personaggi in una determinata cornice storica. Tutto questo mi affascina perché lascia libera l’immaginazione, degli interpreti prima e dello spettatore poi.
Mi piace perché dà la possibilità di lavorare con gli attori mettendo l’accento su una recitazione fisica, per inventare personaggi che invece nella scrittura sono ritratti molto rapidamente.
Mi piace perché è una scrittura basata esclusivamente sul ritmo, capace di sintetizzare queste maschere umane in un microcosmo di relazioni tutte legate assieme.
Penso ad uno spettacolo frizzante, leggero, erotico.
Penso ad un gruppo di attori giovani, capaci innanzitutto di ascolto.
In questa, che è l’ultima grande commedia corale di Goldoni, tutto avviene per via di un semplice oggetto che passa di mano in mano con un ritmo indiavolato.
Questo oggetto è il simbolo dell’erotismo, come fosse una freccia scoccata dall’arco di Eros, che rapidamente vola tra tutti i 14 personaggi e li contagia fino alla follia.
Tutti vengono coinvolti nella vicenda del ventaglio, diventano violenti, accecati per amore, folli di gelosia, ridicoli nelle loro smanie, impugnano pistole e coltelli, si minacciano…. e tutto per un niente, per un piccolo ventaglio che non vale neanche due lire. Ma in realtà si tratta dell’amore: l’amore non ha prezzo e per amore si sono sempre fatte le più immense follie…
Il ventaglio è un Cherubino alato che si muove invisibile tra i personaggi e li comanda, li provoca, si diverte alle loro spalle, gioca con i loro sentimenti.
Per la scena partiremo solo con delle sedie, una per ogni personaggio, una diversa dall’altra, pochi oggetti e grande finestra da cui Eros entra ed esce volando…
I costumi contemporanei: siamo noi oggi quegli Evaristo, Coronato Candida o Giannina… che gridano e si minacciano perché non si sentono amati, o compresi. Siamo noi, sempre, che sogniamo e soffriamo per amore.
DAMIANO MICHIELETTO ha studiato regia alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano e si è laureato in Lettere Moderne all’Università di Venezia.
Tra le sue prime produzioni d’opera: L’Histoire du soldat di Stravinskij, A Midsummer Night’s Dream, Le Carneval des Animaux e Noye’s Fludde di Britten.
Nel 2003 ha debuttato al Wexford Opera Festival con Švanda dudák, di Weinberger e riceve il premio Irish Times/ESB Theatre Awards per la produzione operistica dell’anno.
In seguito: Il Trionfo delle Belle di Pavesi per il Rossini Opera Festival, Il Barbiere di Siviglia a Firenze e in Cina, I Finti Filosofi al Festival Pergolesi Spontini, Falstaff all’English Touring Opera e La Bella e la Bestia di Tutino al Teatro Comunale di Modena.
Altre regie d’opera: Il Dissoluto punito di Carnicer per il Festival Mozart di La Coruña, L’Italiana in Algeri a Vicenza, La Gazza Ladra al Rossini Opera Festival coprodotto con il Teatro Comunale di Bologna, Il Cappello di Paglia di Firenze a Genova, Jackie O’ di Daugherty per l’Opera Festival di Lugo, Lucia di Lammermoor, Il corsaro e Luisa Miller all’Opernhaus di Zurigo, Roméo et Juliette e Don Giovanni al Teatro La Fenice di Venezia, un revival de La Gazza Ladra a Bologna, Die Entführung aus dem Serail al Teatro San Carlo di Napoli e La Scala di Seta al Rossini Opera Festival, Il Barbiere di Siviglia a Ginevra, Madama Butterfly a Torino, L’elisir d’Amore a Valencia, The Greek Passion a Palermo, Così fan tutte a Tokyo.
Tra i progetti recenti e futuri: Don Giovanni, Nozze di Figaro e Così fan tutte a Venezia, La gazza ladra a Verona, La Bohème al Festival di Salisburgo, Trittico di Puccini a Vienna e a Copenhagen, Un Ballo in maschera al Teatro alla Scala di Milano, L’elisir d’Amore a Palermo e Madrid.






