venerdì, Agosto 14, 2026
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“Immanuel Kant” di Thomas Bernhard

In viaggio con Kant tra ragione e ignoranza umana

Immanuel Kant: titolo altisonante per l’ultima fatica di Alessandro Gassman. Un’opera complessa e di spessore dal retrogusto grottesco; autentica sfida che il nuovo direttore dello Stabile del Veneto, ha raccolto portando per la prima volta lo spettacolo in Italia.
Gassman, che aveva esordito alla regia nel 2006, con un’altra piecè dello stesso Thomas Bernard (La forza dell’abitudine), ci dimostra che “vincere facile” non fa per lui e si confronta, con un testo corale, filosofico e profondo.

“Kant porta in America la ragione e l’America ridà a Kant la vista” lo spettacolo si riassume da sé.
Il vecchio filosofo tedesco, catapultato negli trenta, si imbarca sulla Pretoria, una brutta copia del Titanic, alla volta degli Stati Uniti, per ricevere la laurea honoris causa presso la Columbia University e per farsi curare il fastidioso glaucoma che minaccia di renderlo cieco. Con lui la moglie apprensiva e civetta, che ha avuto l’idea di trascinarlo nel nuovo mondo; il fedele servo Ernst Ludwig e Federico, misterioso animale tropicale, a cui è morbosamente legato.
Caratterizzato da una cattiveria e un disprezzo, che non si affanna a nascondere, per il mondo che lo circonda; il grande pensatore alterna momenti di pura genialità, ad altri in cui è la demenza senile a prendere la parola. Attorno a lui un repertorio avariato di tipologie umane che portano in scena la contemporaneità: il denaro, la chiesa, l’arte e la politica. Un siparietto frivolo e rumoroso, che non comprende o rifugge l’intelligenza e l’essenza della vita e del mondo che il filosofo cerca di decodificare.

Quella che all’apparenza si dimostra una commedia, è in realtà una farsa; il ritratto tragicomico di un mondo, che citando lo stesso Bernard “ha l’alito sempre più cattivo”. Lo spettacolo apre finestre estremamente attuali. Soprattutto grazie al toccante monologo finale (che esula dal testo e riprende la breve e feroce arringa pronunciata in occasione del rifiuto di un premio) comprendiamo la profonda critica alla società attuale, dell’autore austriaco.
Incomunicabilità e superficialità, sono le piaghe dell’uomo moderno che questa traversata visionaria mette in luce.

Una drammaturgia alta e difficile, tradotta dalla grande carica creativa e il coraggio di sperimentare del giovane regista, che dimostra così al pubblico di non voler “vivere di rendita”.
Originale la scelta di far recitare ruoli femminili a uomini, creando una compagnia completamente declinata al maschile capace di emanare sul palcoscenico, grande armonia e affiatamento.
Il lavoro sui personaggi è eccezionale. A partire dalla voce cavernosa e dalla prestanza autoritaria, di un Kant burbero e scontroso, dell’esperto Manrico Gammarota.
Comiche e divertenti le caricature del gentil sesso. Nei panni della garbata Signora Kant, moglie sottomessa e puntigliosa, un eccezionale Paolo Fosso. La Milionaria tutto pepe, pettegola e vanitosa, è invece uno spassoso Mauro Marino padrone della scena come una vera prima attrice.
Innovative le videoscenografie curate da Gianluca Amodio che cercano un evidente dialogo con il cinema. Anche le musiche appositamente composte concorrono all’idea di una commistione tra diversi generi artistici.

Nel complesso un’ottima e soprattutto innovativa proposta, nonostante il ritmo un po’ lento e pacato e l’atmosfera forse troppo statica della prima parte.

Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile delle Marche in coproduzione con Napoli Teatro Festival 2010
Immanuel Kant
di Thomas Bernhard – traduzione: Umberto Gandini – scene: Gianluca Amodio – costumi: Gianluca Falaschi – musiche originali: Pivio&Aldo De Scalzi – light design: Marco Palmieri – suono: Massimiliano Tettoni – regia: Alessandro Gassman
Con: Manrico Gammarota: Immanuel Kant – Mauro Marino: Milionaria – Paolo Fosso: Signora Kant – Emanuele Maria Basso: Ernst Ludwig – Giacomo Rosselli: Ammiraglio – Nanni Candelari: Collezionista d’Arte – Massimo Lello: Cardinale – Giulio Federico Janni: Primo Cuoco, Cantante – Marco Barone Lumaga: Steward – Davide Dolores: Cantante, Musicista, Secondo Cuoco, Cameriere – Matteo Fresch Prete, Venditore – Massimiliano Mastroeni: Cantante, Musicista, Terzo Cuoco, Cameriere
www.teatrostabileveneto.it