“Imprevedibile” di Cristian “Cicci” Bagnoli

Il secondo album del giovane chitarrista romagnolo

“Imprevedibile”. Questo il titolo del secondo album da solista di Cristian “Cicci” Bagnoli, giovane chitarrista della Steve Rogers Band. Sono passati ormai tre anni dal precedente “3nta”, in cui già erano chiare raffinatezza dei suoni e una tecnica non comune. Ora Cicci ha maturato ulteriore esperienza e probabilmente consapevolezza. E l’aver partecipato a eventi come l’Ultimate World Guitar Exhibition nel 2010 o l’aver aperto il concerto degli ZZ Top con la Maurizio Solieri Band, a pochi mesi di distanza, sicuramente hanno fatto la loro parte. Ne esce “Imprevedibile”, un bel disco completo che spazia dalle ballate acustiche a pezzi del rock più rude, da archi e pianoforte a una chitarra con distorsore e overdrive a mille.

Apre l’album Madagascar, strumentale composto dall’eccellente cantante Michele Luppi, produttore del disco e fautore di cori e alcune parti per pianoforte e tastiere. All’iniziale suono della pioggia seguono tastiere ed effetti diversi su cui la bella chitarra di Cicci ha modo di espandersi con tranquillità e nitidezza. Segue Imprinting, brano strumentale firmato a quattro mani Cicci Bagnoli-Claudio Golinelli (bassista di Vasco Rossi). Chitarre distorte da sfondo a un assolo che percorre l’intera canzone. E poi gli archi delle tastiere di Mimmo Camporeale di preludio all’inconfondibile melodia di Eleanor Rigby, capolavoro dei Beatles.

Quindi, Imprevedibile, pezzo, non più strumentale, che dà il titolo al disco. E ancora E’ così…, canzone utilizzata per la promozione dell’album e di cui è uscito anche un video, girato con Justine Mattera. A mio avviso il pezzo più riuscito dal punto di vista vocale. Da ricordare nuovamente la presenza di Michele Luppi, sicuramente prezioso.
Quindi, Faccia allo specchio, che da ballata acustica iniziale giocata su un semplice giro di accordi aperti si trasforma nel classico pezzo rock per poi sfociare in un gran bell’assolo di chitarra dalla sicura efficacia. Nel complesso, uno dei brani migliori dell’album. Ancora uno strumentale, Fun Cool Cicci, dal titolo piuttosto ambiguo nella sua doppia interpretazione inglese o italiana. La chitarra fa da padrona, librandosi sul terzetto di batteria, basso e tastiere. E poi Fuori, altro pezzo da chitarre distorte con un ritornello estremamente orecchiabile.

Segue Vai vai…va tutto ok!, brano scanzonato che si conclude con un divertente assolo di chitarra acustica. Quindi, uno strumentale di pregio, Sospeso, su cui spenderò qualche parola in più, essendo il pezzo che preferisco. Inizia una delicata chitarra elettrica con un evidente delay e con un suono molto vicino a quello di Steve Hackett. Quindi, un bell’assolo di pianoforte di Michele Luppi, poi accompagnato dalla chitarra acustica, sempre molto in stile Genesis. E l’assolo dell’acustica ispirato a Private investigation dei Dire Straits. Poi, la classica chitarra distorta. Conclude il brano la melodia iniziale, anche se con suoni diversi, non più alla Genesis, bensì alla Yes: alla Steve Howe. Il pezzo seguente è Dentro i tuoi occhi. Gran distorsione per la strofa, mentre un ritornello alleggerito da un semplicissimo arpeggio di chitarra, ma di grande effetto, così come il bellissimo assolo finale. Conclude l’album Un altro giorno, strumentale firmato da Mimmo Camporeale. Solo le tastiere come base per l’elegante chitarra di Cicci cui talvolta si frappone il pianoforte, ma sempre con grande dolcezza. A circa metà del brano il pezzo ricorda pure qualche “andante” di musica classica, con qualche guizzo in stile Queen, per poi immergersi in una Time pinkfloydiana e, infine, riprendere la melodia iniziale.

Nel complesso, un bel disco rock pieno di energia. Grandi nomi hanno partecipato alla sua realizzazione: tra tutti, i già citati Michele Luppi, cantante metal di fama internazionale, Mimmo Camporeale e Claudio Golinelli, rispettivamente ex tastierista e storico bassista di Vasco Rossi ed entrambi membri della Steve Rogers Band. E poi il batterista Damiano Trevisan (Freak Antoni, Ricky Portera, Andrea Mingardi, Morgan, Fede Poggipollini) e il bassista Roberto Galli (Ivana Spagna, Umberto Tozzi).
L’unica pecca è costituita dai testi, che avrebbero meritato una maggiore cura. D’altra parte Cristian Bagnoli è un chitarrista e forse per questo motivo ha privilegiato le parti musicali (non è un caso se nel disco sono presenti ben cinque strumentali). Rimane un album di qualità che non può che farci ben sperare riguardo al futuro rock “made in Italy” e, soprattutto, riguardo a questo giovane chitarrista che ormai da anni dà prova di bravura e personalità.

Questo, il videoclip di E’ così, quarta traccia dell’album.