“Jesus” di Babilonia Teatri

In scena a Bologna venerdì 6 marzo

“Jesus” cerca di declinare la figura di Gesù in alcune delle sue più capitali accezioni. Lo spettacolo parte da un dato di fatto: la consapevolezza di essere circondati da una quantità infinita di rappresentazioni di Cristo, utilizzato da chiunque, con qualunque scopo.

La necessità di preparare uno spettacolo incentrato esclusivamente sulla figura di Gesù, nasce in primo luogo da questa considerazione e, secondariamente, nasce con la venuta al mondo di Ettore, il figlio di Enrico Castellani e Valeria Raimondi, la coppia fondatrice di Babilonia Teatri. Assieme a lui, infatti, si sono generate nuove/vecchie questioni di ordine esistenziale che chiamano in causa ovviamente la personale relazione con la spiritualità.

Vanno in scena così una serie di meditazioni su Cristo e sulla sua parola. Su di una nuova concezione di paradiso; sulle celebrazioni natalizie, sull’amore incondizionato di Gesù per l’uomo; sulle “piccole chiese di pietra”. Gli episodi sono separati uno dall’altro e vengono raccordati da alcuni inserti musicali smaccatamente pop (Personal Jesus, Jesus Christ Super Star) e da originali trovate sceniche che danno luogo a particolarissime immagini; una su tutte, una sorta di evangelizzazione di massa per mezzo di una macchina sputa santini.

Lo spettacolo procede quindi intrecciando continuamente le sue due anime: da un lato quella libera e irriverente, da sempre i tratti distintivi della produzione di Babilonia Teatri, che non si fa scrupolo di giocare con il sacro e di rileggere personalmente alcuni pilastri centrali della dottrina cristiana. Dall’altra invece si fa spazio un’anima più silenziosa e raccolta, religiosa potremmo dire, che istintivamente viene da collegare alla nascita del piccolo Ettore che ha intensamente colpito la vita della coppia. Una modalità che emerge in particolare nella parte conclusiva dello spettacolo e scalza ogni giocosità e ogni personale rivisitazione: il nucleo famgliare è cristallizzato nell’immagine finale in una immortale sacralità.

In scena: Valeria Raimondi
_ di Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Vincenzo Todesco
_ durata 50 minuti