Killer Joe è un testo di Tracy Letts, di cui si parla molto da qualche anno, ma che soltanto adesso arriva sulle scene italiane, grazie alla produzione Suite s.r.l. in collaborazione con La Fabbrica dell’Attore, per la regia di Massimiliano Farau, in scena a Roma al teatro del Vascello.
Killer Joe è il nome del protagonista, una sorta di glaciale psicotico, che fa contemporaneamente il poliziotto e il killer in affitto, uno che ama ascoltare le canzoni di chiesa ma che approfitta del potere che ha per ottenere favori sessuali, un tipo dal curioso carisma e dalla dialettica bizzarra, un personaggio che potrebbe essere uscito dal cinema di Tarantino e compagnia.
Joe viene contattato da Chris, ragazzo di borgata, che vive in un deprimente ambiente sottoproletario compiendo furti e atti di microcriminalità. Il piano è di uccidere la madre di Chris allo scopo di intascare i soldi dell’assicurazione sulla vita. Killer Joe pretende, come caparra, la sorellina di Chris, Dorothy, una giovane ragazza ancora vergine. Ma dopo il compimento del misfatto, un colpo di scena cambierà il corso degli avvenimenti fino al tragico inevitabile finale.
Il tono della pièce è grottesco, con scoppi di violenza mescolati all’humour nero dei dialoghi, mentre una sottile linea visionaria nella scrittura e nel tratteggio dei personaggi fa sì che non si tratti del solito testo americano realista minimalista .
Il regista Massimiliano Farau avrebbe potuto mantenere l’ambientazione originale ma forse per evitare il rischio che il pubblico non riuscisse a riconoscersi e che gli interpreti si mettessero a scimmiottare stilemi e atteggiamenti di certo cinema statunitense, ha invece scelto l’alternativa di un adattamento italiano, collocando il tutto in una borgata romana.
Slang “coatto”, quindi, continui riferimenti all’immaginario della fauna umana che in quei luoghi vive, dalle scritte su Totti alle canzoni di Ramazzotti. Questo ha l’effetto di moltiplicare gli ammiccamenti e le risate del pubblico ma non si può negare, a tratti una certa forzatura.Gli attori sono comunque bravi a reggere la tensione e il continuo altalenarsi tra i toni , soprattutto il protagonista Francesco Montanari, già molto noto e acclamato grazie alla popolarità conquistata in un serial tv, e alla giovane Patrizia Ciabatta, che interpreta Dorothy, con una vena comica naïve e punte di terribile tenerezza, che da sole già sono sufficienti a impreziosire la rappresentazione con schegge di struggente poesia metropolitana.
Killer Joe di Tracy Letts
Traduzione e adattamento: Giampaolo G. Rugo
Regia: Massimiliano Farau
Con: Killer Joe: Francesco Montanari – Doroty: Patrizia Ciabatta – Chantal: Federica Marchettini – Christian: Alessandro Marverti – Anselmo: Andrea Ricciardi
Durata 1 ora e mezza
Roma, Teatro Vascello, fino al 25 aprile 2010
www.killerjoe.it – www.teatrovascello.it







