domenica, Giugno 7, 2026
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“L’UOMO DELL’ANNO” di Barry Levinson

Una risata ti eleggerà

Tom Dobbs (Robin Williams) conduce uno show satirico di strabordante successo in televisione. Il pubblico lo ama per la sua verve ironica e per la sua lucida capacità di fare controinformazione. Un giorno, durante la pre-diretta della trasmissione, una spettatrice in studio si alza rivolgendosi profeticamente a Dobbs: “Perché non si candida alla Presidenza?”. Poche parole ed è già superato il punto di non ritorno. Milioni di e-mail inondano la redazione dello show. Il consenso popolare non ha precedenti. Un vero plebiscito mette in lista l’indipendente comico televisivo per la Casa Bianca. Ma Dobbs ha veramente qualche chance di essere eletto? Deve dire qualcosa di diverso o dirlo in maniera diversa? Basterà rivelare quello che il pubblico non ha mai sentito da un politico, magari condito da irriverenti e fulminanti provocazioni? In effetti, se alle elezioni si sperimenta un nuovo sitema di voto elettronico, tutto può succedere…

Un comico alla guida del cosiddetto “mondo libero”? Beh, c’è già stato un attore – nemmeno poi tanto bravo –, si potrebbe dire. Deformazioni di una società, non solo americana, dedita al culto della (tele)visione e tendente a comprare la merce più accattivante esposta in vetrina. Così, in questo globale capovolgimento dei ruoli – spesso non ad uso esclusivo della fiction – capita di trovarsi spaesati di fronte a personaggi del mondo dello spettacolo che diventano politici e politici che diventano cabarettisti o, come accade ne L’uomo dell’anno, a comici (nella particolare accezione del monologhista satirico) che aspirano alla Presidenza.

Da questo e molti altri spunti d’attualità – dalla vittoria di G. W. Bush grazie ai famigerati e poco chiari scrutini in Florida alla divergenza tra esigenze degli elettori e priorità degli eletti, dall’omologazione degli schieramenti, sempre meno bipolari, al sempre più scarso interesse della popolazione per la politica tout court – Barry Levinson trae un film non molto coraggioso, ma ricco di opportunità di riflessione. Se cinematograficamente lo spettatore corre il rischio di cedere al ritmo a volte spezzettato della narrazione – il one man show di Williams è “moderato” e circoscritto da evoluzioni lievemente thriller e da contaminazioni di altri generi –, l’importanza dei temi centrali della pellicola, le questioni della rappresentanza e della responsabilità di chi governa, supplisce più volte all’effettiva mancanza di mordente con cui Levinson dirige il film.

Preferendo la strada della commedia para-politica con tinte investigative alla satira lucida e corrosiva fino in fondo, l’autore di pellicole come Good morning, Vietnam e Sesso & Potere cerca, all’interno dell’edulcorato mondo hollywoodiano, di risvegliare l’attenzione su alcuni dei principi cardine che animano quella democrazia troppo spesso svuotata dei suoi significati primari. Il buonismo di fondo e la tipica difficoltà di un certo cinema di criticare quel sistema economico-sociale di cui è parte integrante fanno però di L’uomo dell’anno un film a metà, troppo tenue per incidere veramente, troppo assennato per lasciarsi coinvolgere del tutto.

Titolo originale: Man of the year
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 115′
Regia: Barry Levinson
Sito ufficiale: www.manoftheyearmovie.net
Cast: Robin Williams, Christopher Walken, Laura Linney, Jeff Goldblum, Tina Fey, Doug Murray, Rick Roberts
Produzione: Universal Pictures, Morgan Creek Productions
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 11 Maggio 2007 (cinema)