“MAN PUSH CART” di Ramin Bahrani

La solitudine tra diverse dimensioni del vivere

Giornate degli Autori
Un film cupo e profondo che dipinge il malessere di un uomo ferito, senza speranze, ma dai sentimenti veri. A differenza di diverse opere delle Giornate degli Autori, Man Push Cart non eccede nel mostrare violenza e crudezza, ma mantiene uno stile misurato ed efficace.

Ahmad è un’immigrato pakistano che vende caffè e ciambelle in un chisco nella multietnica New York. Un uomo particolare, incomprensibile per le sue scelte e il suo modo di vivere alle persone che incontra e che in qualche modo gli si avvicinano. Ha lasciato la sua carriera da rock star nel suo paese di origine per amore di una donna che ora è morta e gli ha lasciato un vuoto e una disillusione atroce. Si attacca al suo lavoro umile, ma che gli consente una regolarità e una ritmicità di vita di cui sembra avere un disperato bisogno: non rinuncia a trascinare il suo carretto neanche quando gli vengono offerte possibilità veramente vantaggiose. Una storia triste che precipita sempre più nella tragicità anche quando si intravedono delle possibilità di gioia.
Ramin Bahrani ci offre con questo film un ritratto affascinante e complesso di una figura fuori dalla nostra razionalità. Un uomo solo, incapace di aprirsi al mondo, di entusiasmarsi e di superare il dolore, ma una persona buona e che mai perde la sua dignità e la forza di ribellarsi e continuare.

La costruzione della trama è equilibrata e regolare, anche se non scorre velocemente, mantiene una ritmicità basata sui ritorni regolari del faticoso trascinare il chiosco e dei piatti e superficiali discorsi coi clienti. Immagini ripetitive e atmosfere cupe non lo rendono un film facile e godibile, tuttavia fanno si che lo spettatore entri in contatto col personaggio e in qualche modo partecipi o colga la sua sofferenza.
Vivere in quel modo significa continuare una sorta di solitaria esistenza in un limbo tra il mondo degli umili e delle persone di successo, tra gli Stati Uniti, folrmicolio di cuture, e il paese d’origine con una forte tradizione, tra presente e passato. Lo stesso passaggio lo ha fatto più volte il regista stesso, che dopo gli studi a New York, ha vissuto tre anni in Iran, patria dei suoi geneitori, per poi tornare a lavorare negli U.S.A. e a Parigi.

Una pellicola capace di trasmettere un mondo ed una sensibilità nascosta e per questo interessante e significativa, anche se a volte lascia inspiegati e poco chiari alcuni elementi rilevanti della storia.

Titolo originale: Man push cart
Nazione: U.S.A., Iran
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 87′
Regia: Ramin Bahrani
Cast: Ahmad Razvi, Leticia Dolera, Charles Daniel Sandoval, Ali Reza, Farooq ‘Duke’ Muhammad, Panicker Upendran
Produzione: Ramin Bahrani, Bedford T. Bentley, Pradip Ghosh

Data di uscita: Venezia 2005