“Naboer” di Pål Sletaune

Giornate degli Autori
John, giovane impiegato norvegese, viene abbandonato dalla sua fidanzata Ingrid.
Soffre molto per la sua mancanza, ma trova nelle sue due vicine di casa, Anne e Kim, due consolatrici perverse e complici. Ma come è possibile, se al quinto piano, oltre all’appartamento di John non c’è nessuno?

Mai giocare con il fuoco, perché ci si brucia.
In questa sua quinta pellicola il norvegese Pål Sletaune, considerato dalla critica uno dei registi più promettenti del panorama mondiale, scoperchia all’improvviso il famoso “vaso di pandora” che sarebbe bene tenere sempre chiuso. E quello che esce, è putrido (come l’odore acre che si sente nell’appartamento di John) folle (le sue continue allucinazioni) e violento (come i pugni che si alternano al sesso con la sua vicina Kim).

John è scovolto dall’abbandono della sua ragazza, ma quell’aria inquietante di indifferenza che ha sul viso serve solo a celare i primi sintomi dell’allucinazione, del delirio e infine della pazzia.
Mostri che John rigetta all’esterno, immaginando che la violenza bruta che sente dentro non sia la sua ma quella di una giovane e sadica vicina di casa, che lo costringe a partecipare a una seduta erotica masochistica, un incontro di boxe su un divanetto d’entrata.
Ma chi è Kim, in realtà? Cosa si nasconde nella casa labirintica in cui lei abita, assieme alla sorella, tra stanze sudice zeppe di oggetti inutili gettati alla rinfusa?

Naboer potrebbe essere definito un film a tratti “pulp”, ma anche un dramma psicologico e un thriller erotico politicamente e umanamente scorretto, dove il sangue e il sesso sono la chiave per capire l’origine della follia. Ma è anche una pellicola capace di mostrare fino a dove si può arrivare per amore. Si può amare anche fino alla pazzia e uccidere. L’amore non è sempre un sentimento pulito ed edificante, si può trasformare, e Sletaune lo dimostra, in un folle scenario di violenza e delirio dove con il patner si condivide tutto il marcio che si ha dentro.
Per John infatti l’amore è un sentimento sporco, che procura piacere solo se uno dei due amanti ne esce “bruciato” e ferito. Il sesso è violenza crudele e l’eccitazione una pratica che si alterna ai pugni scagliati con violenza sul viso. Il sangue che esce dalle ferite uno stimolo vampiresco che crea assuefazione. Naboer è anche un “viaggio all’inferno” rimbaudiano, dove le azioni dell’uomo possono toccare la perversione più assoluta: ma se per il poeta francese il ‘battello ebbro’ portava all’illuminazione, per John è il biglietto di sola andata per un manicomio criminale.

Next Door
Titolo originale: Naboer
Nazione: Norvegia
Anno: 2005
Genere: dramma psicologico/thriller erotico
Durata: 73′
Regia: Pål Sletaune
Sito ufficiale: www.sales.nordiskfilm.com
Cast: Kristoffer Joner, Cecilie Mosli, Julia Schacht, Anna Bache-Wiig, Michael Nyqvist
Produzione: Spillefilmkomaniet 4 ½
Distribuzione: Nordisk Film International Sales
Data di uscita: Venezia 2005
1 settembre (cinema)