“Nobi (Fires on the Plain)” di Shinya Tsukamoto

Homo homini bistecca

Venezia 71. Concorso
Verso la fine della seconda guerra mondiale, le truppe giapponesi combattono su un’isola delle Filippine. Il soldato Tamura, malato di tubercolosi, sopravvive a tutto il suo plotone dopo un attacco e si ritrova a vagare in completa solitudine nella giungla selvaggia e insidiosa: quello che ha visto lo ha cambiato per sempre. Mentre vaga per un cimitero di carcasse umane, i morsi della fame si fanno sempre più incalzanti, e piano piano prendono il sopravvento su ogni altra ossessione.

L’ultimo film del cineasta nipponico Shinya Tsukamoto (Tetsuo e A Snake of June, Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2002) torna al Lido con una pellicola che vuole narrare gli orrori della guerra in tutta la loro crudezza e iperrealismo. Firma la sceneggiatura tratta dal romanzo del 1951 La guerra del soldato Tamura di Shohei Ooka, già portato sul grande schermo nel 1959 da Kon Ichikawa (Fuochi nella pianura), e veste anche i panni del protagonista Tamura.

La storia di Ooka spinge la logica dell’homo homini lupus fino alle sue estreme conseguenze: l’essere umano si fa bestia o bistecca. Certo un escamotage efficace per mostrare come la guerra intacca il significato stesso dell’essere uomo, ma resa in modo non particolarmente sottile dallo stile a tinte forti del regista.

La fitta natura della giungla filippina diventa prima di tutto il riflesso esteriore del caos che esplode all’interno dell’animo umano, e ne avvolge lo spirito fino ad fagocitare ciò che resta delle persone in un universo ferino dove non ha più senso parlare né di nemici né di patria, e nemmeno di uomo. Il corpo dilaniato diventa carne e come tale, l’uomo finisce con l’annientare sé stesso mosso dalla disperazione della fame e di un universo rovesciato che ha perso ogni punto di riferimento se non gli istinti animali dettati dalla natura stessa.

Il talento visivo è innegabile, fino quasi a risultare un po’ estetizzante in alcune scene in cui non è chiaro se la poetica dei corpi a brandelli che sprizzano sangue fin sull’obiettivo si soffermino più sull’orrore della guerra o sulla sua inquietante bellezza. Il risultato è un film indubbiamente di forte impatto, ma sicuramente non fatto di lievi sfumature.

Titolo originale: Nobi
Nazione: Giappone
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 87’
Regia: Shinya Tssukamoto
Cast: Shinya Tsukamoto, Lily Franky, Tastuya Nakamura, Yusaku Mori, Yuko Nakamura
Produzione: Kajyu Theater
Distribuzione: Coproduction Office
Data di uscita: Venezia 2014 – In Concorso 2014 (cinema)