“TUTTO” AL TEATRO AURORA DI MARGHERA

In prima regionale debutta il 31 gennaio 2013 alle ore 21.00

diretto da Antonino Varvarà
_ Uno spettacolo prodotto dalla Compagnia Evoè!Teatro di Rovereto
con la regia di Alessio Nardin.

Per l’occasione l’autore Rafael Spregelburd si confronterà in un incontro pubblico con il regista Alessio Nardin e la compagnia Evoè!Teatro presso la Feltrinelli di Mestre (cc Le Barche) alle ore 18:00.
Interverranno all’incontro esperti di drammaturgia di teatro
contemporaneo, registi e direttori teatrali coordinati da Antonino Varvarà, con l’intervento di Paolo Puppa

Tutto è un esperimento teatrale (nel senso che sperimenta la nostra idea
di teatro) che abbiamo tentato di dedicare alla ricerca di ciò che caratterizza l’identità di un popolo.
In Tutto la comicità amara di Rafael Spregelburd si concentra su tre domande, tre situazioni che si susseguono a ritroso nel tempo, risucchiando personaggi
e atmosfere in una drammaturgia disarticolata che non trova soluzioni ma pone domande. Tre episodi, tre piccole storie quotidiane, tre fabule morali. Gli exempla di Spregelburd nella loro semplicità indagano aspetti fondamentali della vita reale e ci interrogano sul concetto di popolo.

Nel primo quadro lo Stato trova la sua più paradossale rappresentazione
nella burocrazia. Lo spettatore si trova coinvolto direttamente nelle vicende
di un ufficio statale dove in discussione è l’essenza stessa di Stato. Viene così sottointesa una profonda riflessione sul ruolo del lavoro, il valore della proprietà, il peso del denaro. Che cos’è poi lo Stato?
Nel secondo quadro alcuni parenti si incontrano per la cena di Natale, l’apparente euforia dei partecipanti nasconde profonde tensioni e questioni irrisolte che fungono da pretesto per far emergere il tema portante di questo episodio, il delicato legame tra arte e libertà. Può l’arte definirsi libera?
Se l’arte è espressione di libertà come può allo stesso tempo essere prodotto, merce, moneta e quindi affare? La libertà si paga? E con quale prezzo?
L’arte mercificandosi vende libertà? Che cos’è poi la libertà?
Nel terzo quadro un bambino ammalato, durante una tempesta, scatena tutti
i terrori umani più ancestrali e inspiegabili. La religione e la superstizione vengono messi a confronto: fino a dove una invade l’altra? Qual è il confine
tra la fede e l’autosuggestione? Parole del vecchio testamento fanno da sfondo
al profondo conflitto tra credo e realtà. Cosa significa credere?
Come si può spiegare il bisogno di credere? Di che cosa è fatta la fede?

Alessio Nardin
Studia presso la scuola triennale di regia e pedagogia di Anatoly Vasiliev. Studia inoltre regia presso il SAT (GITIS di Mosca) diretta da Iurij Alschitz, presso il Teatro Stabile del Veneto e la Scuola Europea dell’Attore “Prima del Teatro”.
Lavora come regista-pedagogo presso il Grotowski Intitute di Wroclaw (sede sorica in cui ha lavorato lo stesso Grotowski) e presso l’ARTA di Parigi.
Svolge attività di regista in Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Polonia, Brasile.
Le sue regie sono state invitate al Festival Europeo del Teatro “Arlecchno d’oro” di Mantova, al Festival di Tortosa (Barcellona), a “Caxias em cena” (Brasile), al Carnevale di Venezia dal 2008 al 2011. Vincitore come miglior spettacolo al festival di Siviglia 2012 con lo spettacolo Don Juan.
Nel 2009 è regista dello spettacolo “Serata Futurista” al Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni.
Dal 2007 al 2010 è direttore artistico del “Festival Internazionale del Teatro in Maschera” a Venezia.
Lavora inoltre come regista assistente in produzioni di opera lirica del Teatro La Fenice di Venezia e del Festival della Valle d’Itria (Martina Franca).
Lavora come regista e aiuto regia in produzioni del Teatro Stabile del Veneto, del Teatro Carcano di Milano, il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia.
Lavora e collabora con attori e registi quali: Anatolij Vassiliev, Toni Cafiero, Daniele Salvo, Giuseppe Emiliani, Ferruccio Soleri.
Tra gli altri suoi maestri: Nicolaj Karpov, Adolph Shapiro, Ferruccio Soleri, Carlo Boso.
Infine è docente di movimento scenico e di recitazione presso diverse scuole di recitazione ed Università (Accademia Teatrale Veneta di Venezia, collabora con la Paolo Grassi di Milano, Università Ca’Foscari di Venezia, Teatro la Fenice di Venezia). È docente di Commedia dell’Arte in Italia e all’estero e dal 2010 tiene un laboratorio permanete di maschera per attori professionisti a Lucca.

Rafael Spregelburd
Allievo di drammaturgia e regia di Ricardo Bartis, Mauricio Kartun
e José Sanchis Sinisterra, l’attività di Spregelburd a Buenos Aires
– come quella di molti esponenti della sua generazione – è molteplice
e diversificata: è regista, autore, traduttore e attore per il teatro
e per il cinema.
Fondatore della compagnia El Patrón Vázquez, il suo teatro è ibrido,
meticcio e polemico; un’opera che rifugge qualsiasi moda o etichetta,
un teatro di linguaggio e territori sconosciuti, che gli è valso una rilevante
proiezione internazionale (Germania, Svizzera, Spagna, Francia e Italia)
e numerosi premi, fra i quali il Tirso de Molina (per La estupidez),
due volte il Premio Ubu in Italia (per Bizarra e per Lúcido),
il premio Casa de las Américas a Cuba (per La paranoia),
il Premio Nacional (per La terquedad), il Premio Municipal (per Cucha
de almas ), quello della Muestra de Cine de Lleida (come miglior attore
nel film El hombre de al lado)

La condivisione con gli ospiti-pubblico avviene come atto conclusivo di un percorso nel quale gli attori hanno esperito (in varie forme) strumenti attoriali che permettessero loro di cercare l’essenza dell’azione da condividere totalmente e liberamente con il pubblico.