“Portami a casa” di Jonathan Tropper

Nuovo libro dell’autore di “Dopo di lei”

Alcune famiglie possono diventare tossiche, se ci si sottopone a prolungata esposizione. In questo caso, la famiglia Foxman possiede una “brevettata incapacità di esprimere emozioni, con un programma genetico di ironia e tergiversazione”; nel particolare, può raggiungere un livello di tossicità letale.

Judd è il secondogenito Foxman, ha superato i trent’anni ed è fresco fresco di divorzio. La sorella, terzogenita, Wendy gli telefona per comunicargli che il padre è morto.

Dopo quindici anni di assenza, Judd si trova costretto (“se sembriamo “stronzi” senza cuore è perché siamo stati allevati così) a tornare a casa e non può fuggire.
Le ultime volontà del padre “il pioniere della repressione emotiva” richiedono che venga celebrata la Shivà, il periodo di lutto della religione ebraica: per sette giorni consecutivi tutta la famiglia dovrà riunirsi sotto lo stesso tetto. E sette giorni possono essere un tempo infinito, soprattutto se i componenti della famiglia sono tutti completamente fuori di testa e non riescono a stare per più di ventiquattr’ore insieme senza scannarsi.
Judd ritrova così Wendy, che non fa che scoccare frecciatine acide, e i tre figli piccoli e urlanti di lei, il cognato con il telefono che non smette mai di squillare, Paul il fratello maggiore con cui ha un conto in sospeso e Phillip il fratello di nove anni più giovane, dongiovanni impenitente dalla vita borderline.

L’unico desiderio di Judd è scappare lontano e non pensare più a tutti i guai della sua vita. Perché Judd è senza casa, senza moglie, che l’ha appena tradito con il suo capo, e ora anche senza più un padre.
A questo si aggiunge la presenza di una madre impegnativa, fasciata in tailleur audaci e tacchi a spillo, disinibitissima psicologa, autrice del best seller Culla e tutto il resto: la guida di una madre a un’attività genitoriale illuminata; libro il cui strepitoso successo traumatizzò irreparabilmente i suoi tre figli.

Bastano poche ore perché la casa diventi una polveriera pronta per esplodere a causa di vecchi rancori, passioni mai sopite e segreti inconfessabili. E mentre tutti intorno a lui sembrano perdere il controllo, Judd dovrà cercare la sua scialuppa di salvataggio e, quindi, di capire se è possibile trovare un nuovo equilibrio, nonostante tutto.

Jonothan Tropper è uno scrittore newyorkese, che in poco tempo ha conquistato migliaia di lettori per le sue storie spigolosamente sentimentali, narcisistiche, ma di quella categoria vanagloriosa che ha qualcosa da dire, sventagliando realtà tragicomiche. Dopo di lei è il romanzo che lo ha fatto conoscere qui in Italia e che gli ha portato il plauso di lettori entusiasti. Una storia d’amore contemporanea, scritta da un uomo, senza imbarazzi, coniugando, tra risa e lacrime, sentimenti scorticati dalla vita e ironia.

La bravura di Tropper consiste nel sapersi mantenere su una narrativa che non ha colori di sesso. La scrittura sa essere appassionante per diverse sensibilità.
Il già citato Dopo di lei e Tutto può cambiare (secondo suo libro edito in Italia) sono oggetto di sceneggiatura per il cinema. C’è da dire che dopo il suo primo libro ha vissuto di rendita. Tutto può cambiare, pur trasportando chi legge in un mondo di sentimenti nudi e crudi, senza fantasia, non ha eguagliato la delicatezza del primo.

Portami a casa descrive personaggi sempre tipici di Tropper, sopra le righe, a volte fuggenti da una realtà, davanti alla quale hanno sempre i conti da fare, prima o poi.
Sempre raccontato in prima persona, con quei toni allegri finto rassegnati, Portami a casa, scappa dalle mani del lettore. La storia troppo fugace e il personaggip protagonista sempre in balia di donne e sentimenti, qui è troppo esasperato. Tropper si schiera eccessivamente verso alcuni personaggi.

La costruzione del romanzo è comunque interessante. Tropper ha l’abilità di vagare tra passato e presente senza perdere il filo conduttore e, soprattutto, senza far disorientare il suo lettore.
Portami a casa regala qualche sorriso. Qualcuno potrà anche immedesimarsi nelle sventure e venture dei personaggi tratteggiati. Certo è che Dopo di lei resta fin’ora il suo miglior romanzo.

Jonathan Tropper, Portami a casa, Garzanti, 2010, pp. 355, €18.60.