“DOPO DI LEI” DI JONATHAN TROPPER

Se vuoi preparare una frittata devi rompere qualche uova

La faccenda della frittata e delle uova è consiglio di Claire, per indurre il fratello gemello Doug a iniziare a reagire alla morte di sua moglie Hailey. È passato un anno da quando l’indimenticabile Hailey ha perso la vita tragicamente in un incidente; ma per Doug le situazioni, il tempo, gli spazi non sono mutati.

Il dolore, soprattutto, picchia e brucia dentro il petto, talmente acuto da non farlo quasi respirare. Vive nella casa che Hailey ebbe dopo il suo primo divorzio dal prestante e infantile Jim, da cui ebbe Russ, ragazzo fragile, non compreso dal padre, che prova un affetto da figlio per Doug, con cui vorrebbe vivere.
Il romanzo è raccontato in prima persona; elemento che integra il lettore come parte attiva, nel senso del coinvolgimento, nella storia.

L’autore, Jonathan Tropper, con maestria ammirevole descrive la vita di Doug dopo Hailey. Quello che colpisce e rende apprezzabile la narrazione è l’inaspettabile ironia (e autoironia disincantata e a “bruciapelo” del protagonista), che caratterizza gli avvenimenti e conseguenti dialoghi e che fa la sua apparizione quando meno la si aspetta.
Con tatto, eleganza, concretezza di sentimenti, Tropper racconta una storia triste, un amore spezzato e l’ironia sovrana della sorte; compiendo un analisi approfondita della vita del protagonista e di chi ruota intorno a lui, famiglia e amici, mette a nudo una personale elaborazione del dolore con una semplicità schietta e commovente.
Spoglia l’uomo, Doug, della forza sentimentale, della remore di mostrare il dolore, di sentirsi debole, lo mette “in piazza” senza paura di quello che altri possono pensare; lo rende una “mina vagante”, che passa le giornate sul divano in compagnia del fidato amico Jack Daniels. Doug chiede solo che il suo dolore non gli venga incasinato, perché esso è il suo ultimo legame con Hailey. Un passo senza di lei è un passo per dimenticarla e lui non se la sente. La rubrica di gossip che ha su un giornale si trasforma in un’autobiografia su “come parlare a un vedovo”, che ha il boom di lettori, viene acclamato e corteggiato dalle case editrici. Però, stare bene e essere felice lo avverte come un tradimento nei confronti della moglie. D’altra parte vorrebbe riuscire a respirare senza dolore, dormire senza avere paura di svegliarsi, ma questo significherebbe aver superato e superare significherebbe che lei se n’è andata per sempre.
La sottigliezza con cui Tropper si lascia andare, facendo parlare Doug, è intensa, profonda; mette in evidenza senza vergognarsi paure, contraddizioni, speranze, con umorismo.
Non tralascia nulla, dona a ogni personaggio, soprattutto ai membri della famiglia di Doug, una dose di surrealismo tale da renderlo più reale che assurdo.
Capitolo dopo capitolo Doug racconta la sua vita; come ha incontrato Hailey; descrive la sua famiglia, stramba ma legata da un affetto indissolubile; parla di Russ, di cui vorrebbe essere il patrigno, ma è spaventato dalla responsabilità.

Dopo di lei affronta senza pudore la disperazione che si annida dentro e annienta dopo un dolore così schiacciante. Ma racconta anche di come provare a riuscire non a sopravvivere, ma a continuare a vivere con “lunghi tratti di rumore punteggiati da occasionali istanti di silenzio”. Perché è concesso essere felici.

Jonathan Tropper, “Dopo di lei”, Casa Editrice Garzanti, 2007. Pp 334, € 17.60