Premio Persol 3-D 2011 a Zapruder Filmmakersgroup

Un 3D tutto italiano

Il premio Persol 3-D della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia giunge alla sua terza edizione, dopo il premio del 2009 a The Hole 3D di Joe Dante e quello del 2010 ad Avatar di James Cameron e Dragon Trainer di Chris Sanders. Il premio di quest’anno va ai progetti Spell e Joule creati da Zapruder Filmmakersgroup, gruppo composto da David Zamagni, Nadia Ranocchi, che hanno scritto e diretto le due opere, e Monaldo Moretti, direttore della fotografia.

Dal 2005 Zapruder esplora le potenzialità delle tecniche stereoscopiche, al fine di produrre film e installazioni che sfruttino le tecniche del cinema 3-D. Soprattutto negli ultimi anni il 3-D si sta infatti trasformando nella nuova frontiera del linguaggio cinematografico e durante la cerimonia di premiazione, nell’ambito della 68. Mostra, il direttore Marco Müller ha evidenziato l’importanza dell’avvento della terza dimensione e il suo influsso sulla produzione cinematografica contemporanea.

Spell e Joule sono nati secondo la tendenza di ricerca sviluppata dal gruppo Zapruder. Il progetto Spell comprende due installazioni audiovisive e due film brevi intitolati The Hypnotist Dog e Suite. Il primo è uno strano documentario 3-D incentrato su un cane con poteri paranormali, che riesce a far addormentare chi gli sta di fronte. Il suo padrone racconta la convivenza con l’animale alla troupe televisiva che lo intervista. Suite è invece un gioco 3-D di stanze comunicanti, ispirato a un esperimento di telepatia creato da un parapsicologo americano negli anni ’70. Joule è poi una successione di quadri animati in 3-d, raffiguranti pratiche differenti, compiute in ogni inquadratura da un singolo personaggio.

In aggiunta ai tre film, è stato mostrato al pubblico della Mostra del Cinema anche un altro progetto cinematografico: Evolution (Megaplex) di Marco Brambilla, sorta di collage 3-D di inquadrature tratte da lungometraggi che hanno segnato la storia del cinema.

Spell, Joule ed Evolution (Megaplex) si presentano quindi come opere sperimentali, che tendono a combinare ricerca visiva e uso creativo della terza dimensione, minimizzando la costruzione narrativa legata ai film.