“RUDOLF JACOBS L’UOMO CHE NACQUE MORENDO” di LUIGI MONARDO FACCINI

Il capitano tedesco eroe della Resistenza italiana

Controcampo Italiano
Rudolf Jacobs, ufficiale tedesco di stanza a La Spezia, nel settembre del 1944 aderisce alla Resistenza italiana. Due mesi dopo viene ucciso durante un’azione contro le brigate nere che seminavano il terrore in Lunigiana dal loro quartier generale in un albergo di Sarzana. Eroe in questo angolo di Liguria, ritenuto disperso in Germania, Jacobs fu un soldato che decise di dire no al totalitarismo e agli stermini della Seconda Guerra Mondiale. Luigi Monardo Faccini e Marina Piperno ne ripercorrono la vita, guidando sulle strade del passato, ma guardando al futuro.

Tratto dal libro “L’uomo che nacque morendo” di Luigi M. Faccini, che firma sceneggiatura e regia, Rudolf Jacobs, L’uomo che nacque morendo, presentato a Venezia nella sezione Controcampo Italiano, è una puntuale e precisa ricostruzione storica, con parti recitate, degli ultimi mesi di vita di un uomo coraggioso. Una storia poco conosciuta anche in Italia, pressoché ignota in Germania.

Un anno e mezzo di lavoro, la maggior parte dedicato alla ricerca di materiale e notizie, per ricostruire le vicende storiche che si intrecciano a quelle personali, etiche e umane di questo “alto, ossuto, gentile” capitano che aveva “una buona conoscenza della lingua italiana” e che, figlio di una famiglia della buona borghesia intellettuale di Brema, venne destinato al Levante Ligure, per rafforzarne le coste in vista di un possibile sbarco alleato, temuto da Rommel.

Nel settembre del 1944, quando la guerra civile si combatte con ferocia sulle alture e tra le colline della Lunigiana, Jacobs decide di collaborare con la Resistenza italiana, rinunciando alla comodità di una elegante villa e ai privilegi dell’essere un ufficiale tedesco. Con il suo attendente austriaco si presenta alla brigata Muccini. La situazione politica è più che mai incerta, il fallito attentato a Hitler del luglio 1944 ha inasprito la lotta, nella zona le SS conducono stragi efferate uccidendo donne, bambini e vecchi. Sono queste le molle che, con molta probabilità, spinsero Jacobs a imboccare una via pericolosa. Due mesi dopo, durante un’azione che lui stesso ha pianificato, viene ucciso durante uno scontro a fuoco: la sua pistola si inceppa, l’azione fallisce, Jacobs resta sul campo.

Perché Jacobs fece una scelta tanto radicale? Per rispondere a questa domanda il regista Luigi Monardo Faccini e la produttrice Marina Piperno decidono di iniziare un viaggio. Che inizia con Google e finisce sulle strade e nei luoghi che furono teatro della breve lotta e poi della morte di Jacobs. Un viaggio che si spinge anche nel cuore e nella mente di Rudolf Jacobs.

Attraverso le testimonianze di partigiani, la ricognizione dei luoghi così come oggi sono diventati – e in qualche caso non-diventati perché abbandonati -, lettere, fotografie, filmati d’epoca viene ricostruito il periodo storico. Alle parti documentarie si alternano le ricostruzioni, immaginate dagli autori, dei pensieri e delle emozioni di Jacobs, recitate e interpretate da Carlo Prussiani (un “attore” per caso, scelto da Faccini per la straordinaria somiglianza fisica con Jacobs). Una ricerca di quella umanità che la guerra fa estinguere, ma che trovò una scintilla per rinascere in tante piccole storie come quella dell’allampanato capitano tedesco.

Il film è dedicato “all’Europa che verrà”, quindi al futuro: per sottolineare che la morte di Jacobs fu “costruttiva”, e conoscerla – anche attraverso il contemporaneo Google – può risvegliare le coscienze. Una morte che, appunto, lo fece nascere nella memoria storica e collettiva.

RUDOLF JACOBS L’UOMO CHE NACQUE MORENDO
Regia: Luigi M. Faccini
Interpreti: Marina Piperno, Carlo Prussiani.
Durata: 96′
Uscita: Venezia 68 (Controcampo italiano)