Concorso
Biografia breve di una sirena metropolitana: le frenesie di un’adolescenza fatta di piccole passioni, sconfitte, scoperte. Amorevoli allucinazioni che passeggiano al centro di una superstrada, spesso abili a divincolarsi e a sopravvivere, a volte sconfitte dalla velocità. Crudo e trasognato allo stesso tempo, elegante come la morte o un passo di danza in tutù.
Alisa ha i capelli verdi ed è la ragazza della luna. E’ cresciuta aspettando che il papà, mai visto in vita sua, tornasse a casa – lo sogna tutte le notti dentro uno scafandro da astronauta. E’ una ballerina, anche se non ha mai mosso una piroetta. La regia di Anna Melikyan è del tutto soffiata: episodi quasi quotidiani, un accompagnamento capillare nello svezzamento del delicatissimo sguardo di Mariya Shalayeva, la giovane interprete incredibilmente aderente al suo personaggio.
Ogni giorno che passa, Alisa si allontana dall’insufficiente madre e, conquistata l’indipendenza, tornerà ad amarla con le smorfie, come una bambina. Come da bambina non era riuscita a fare. E troverà un uomo nuovo, un padre di cui occuparsi nella più classicheggiante delle occasioni: a un passo dalla morte. Sasha, un ricco trentenne che percepisce la pochezza del suo affarismo, vive di sorrisi finti durante il giorno, di party alla moda e di bagliori di coscienza alla notte, quando l’istinto lo costringe a scappare. Per poi puntualmente, la mattina dopo, dimenticare tutto.
Alisa si prende cura di lui e restituisce un posto di riguardo alle sue visioni. L’uomo è educato al sogno dalla bambina, l’uomo è salvato più volte dall’innocenza. Perfino, in definitiva, dall’immolarsi di Alisa al cospetto della velocità di Mosca, la città nuova che in pochi istanti l’ha accolta, la città ardente che in poche settimane l’ha bruciata. Alisa aveva imparato a realizzare i desideri. Anche quelli degli altri. E non c’è desiderio più grande, per un amore a singhiozzo, che quello inespresso. Alisa è una martire di se stessa, ma la sua vita farebbe invidia a tutta la Russia. Mosca che invece vive di oracoli stampati sui cartelloni pubblicitari, di motori rombanti e di grandi televisori. Se solo imparasse a sognare spiagge e cieli dai colori intensi, forse anche lei potrebbe fare a meno delle illusioni.
Lo sguardo sul mare di Hans Christian Andersen che incontra il dissestato progetto urbano di un ingegnere del XX secolo. Una prestazione di rara bellezza che, come un riflesso di sole in uno specchio semovente, sfida a viso aperto la tendenza moralizzante delle ultime produzioni cinematografiche ad ampia distribuzione e tutti i narratori più disincantati che hanno gettato la spugna. Di fiabe c’è sempre bisogno, specie negli occhi dei bambini di città.
RUSALKA / MERMAID Russia 2007, 35 mm, 115′
Regia: Anna Melikyan
Produzione – Production: Central Partnership
Produttore – Producer: Ruben Dishdishyan
Sceneggiatura – Screenplay: Anna Melikian, Natalia Nazarov
Montaggio – Editing: Sergey Znamensky
Fotografia – Cinematography: Oleg Kerichenko
Sound editor: Denis Vakulenko
Musica – Music: Igor Vdovin
Cast: Masha Shalaeva, Yevgeniy Tsyganov, Maria Sokova
Distribuzione – Distribution: Central Partnership +7(495)9818214;






